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Sangue sulle ostie ad Aleppo

Il parroco di Aleppo lo interpreta come “un segno irrevocabile della presenza del Signore in comunione con noi”Una bomba ha colpito la sua parrocchia mentre stava dando la comunione, e il sangue dei feriti hanno macchiato le ostie consacrate. Fra Ibrahim digiuna tutti i giorni, ripara le case distrutte, dà conforto ai genitori che hanno…

via È caduta una bomba, e le ostie si sono macchiate di sangue: cosa significa? — Aleteia.org – Italiano

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‘Chi crede in me anche se morto vivrà’

Q U I .


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Condivido molto volentieri questa testimonianza preziosa come ringraziamento a Maria in questo giorno …. E segnalo anche la loro agenzia di pellegrinaggi ricchissimi di gioie benedizioni e, aggiungerei, copiosi frutti 🙂

www.pellegrinicongioia.it

Ad majorem Dei gloriam!


Sense of humour

Ho cercato per almeno vent’anni la storia di quest’uomo e l’ho trovata ‘per caso’ nel web.

Dalla quarta di copertina e dall’introduzione. .. fatevene un’idea 😉

 

L’UOMO CHE SI VENDICO’ DI DIO è John Green Hanning, un americano qualunque, vissuto dal 1849 al 1908.

Fino a trentasei anni trascorse una vita simile ai suoi contemporanei, dai quali si distinse soltanto per un eccessivo spirito di vendetta.

Appena ventenne, per vendicarsi del padre che intendeva piegarne l’indole caparbia, bruciò il capannone del tabacco appartenente alla famiglia e fuggì nel selvaggio West, ove, divenuto vero cow-boy, per nove anni conobbe l’aspra e avventurosa vita di quegli infaticabili cavalcatori delle praterie.

‘Per vendetta’ tornò a casa.

Alla vigilia del matrimonio abbandonò la fidanzata e si fece monaco.

Nella Trappa il suo istinto vendicativo non divenne virtù in un sol giorno: ci vollero ventitre anni.

Lavorò sodo per raggiungere la padronanza di sé.

Aspirando a riprodurre nella propria la mansuetudine di Cristo, dovette ricorrere con mano esperta alle redini di una volontà tenace per mantenere al passo il focoso temperamento che si ritrovava.

Così ‘si vendicò’ di Dio che glielo aveva dato.

E il buon Dio, cui certamente non manca il sense of humour, avrà accolto questo fratello trappista sulla soglia dell’eternità non già con il solito: ‘Vieni, servo buono e fedele’, ma con un’ultima ripicca: ‘Benvenuto, mio Vesuvio americano! Ti sei ‘vendicato’ ancora una volta, come sempre. Ma ora è il mio turno!’.

 

*

Come presentazione dell’edizione italiana riportiamo quanto Thomas Merton ha scritto di John Green Hanning e del suo biografo in Le acque di Siloe.

‘Nel 1885 un giovane, nato in una fattoria vicino a Lebanon, andò dal vecchio don Benedetto e gli chiese di essere ammesso al noviziato dei fratelli laici.

Si chiamava John Green Hanning e venne aggregato ai contadini.

Era giusto: veniva dalla piantagione di tabacco di suo padre vicino a Owensboro, nel Kentucky. Ma quando impararono a conoscere meglio quest’uomo abbronzato, robusto, laconico, i superiori s’accorsero che egli aveva condotto una vita piuttosto sregolata e vagabonda.

Aveva ricevuto i principi di una educazione dai monaci stessi, nella scuola della collina di san Giuseppe, ma poi era fuggito da casa per fare il cow-boy, nel Texas.

Era curioso che il primo americano a ottenere successo nella vita trappista al Gethsemani fosse un cow-boy del Texas.

Il cappello a larghe tese, il laccio, le due rivoltelle pendenti alla cintura, le corna lunate del bufalo erano sempre state il simbolo dell’indipendenza americana e l’uomo abbronzato e taciturno, che unendosi ai monaci prese il nome di fratel Gioacchino, non fu un’eccezione alla regola.

Egli era indipendente e ribelle.

Si potrebbe pensare che egli fosse l’elemento meno adatto per quel gruppo sognato da don Benedetto Berger, e in verità i tentativi di umiliare questo ex cow-boy incontrarono reazioni più adatte alla prateria che a La Trappe di De Rancé.

In un certo senso fratel Gioacchino era il peggiore di tutti i vagabondi che si fossero fermati per qualche tempo al Gethsemani per mettersi alla prova.

Invece, in definitiva, risultò il migliore di tutti, dimostrando così come sia vero che è lo Spirito Santo a plasmare le vocazioni religiose e che talvolta egli sa suscitare le migliori da quello che apparentemente sembra il materiale meno adatto.

Fratel Gioacchino aveva molte qualità naturali che lo aiutarono ad essere un ottimo trappista. Era forte. Sapeva lavorare. Sebbene non fosse vissuto da cattolico per buona parte della sua vita, c’era in lui una predisposizione alla solitudine, una naturale tendenza alla vita contemplativa, qualcosa che egli aveva acquistato durante le lunghe, solitarie cavalcate nella prateria.

Ma soprattutto era sincero e aveva molta di quella naturale umiltà degli uomini che sono stati vittima di una passione, degli uomini che conoscono la propria debolezza.

La trasformazione operata dalla grazia nell’anima di questo cow-boy durante i suoi ventitre anni al Gethsemani fu così notevole da diventare un argomento di un libro (quello di Raymond) che ha avuto in America un notevole successo e che è stato tradotto in molte altre lingue.

Fratel Gioacchino si è guadagnata la fama di un eroismo più che umano. Molti cattolici si sono rivolti a Dio per sua intercessione e sono stati esauditi.

Una delle prime cose che chiedono i visitatori del Gethsemani è quella di vedere la sua tomba.

 

 

M. Raymond

L’uomo che si vendicò di Dio

Edizioni San Paolo


Orchestra dei popoli

Fino ad oggi non li conoscevo … confesso la mia ignoranza …. ma sono entusiasta di segnalarli, insieme alla fondazione cui appartengono.

Vi conquisteranno, perché lo Spirito soffia davvero forte attraverso loro 😉

 

L’orchestra dei popoli ‘Vittorio Baldoni’, della fondazione

http://www.casadellospiritoedellearti.org/

e lascio parlare loro di sé .

Dicendo loro, solo ‘grazie, grazie, grazie!’

 

 


Ho un dono, ve lo dono !


Saggio consiglio

PRAY ABOUT IT AS MUCH AS YOU THINK ABOUT IT .

 

http://www.everlastingjesus.tumblr.com

😉


Ci alzeremo in piedi quando il valore della famiglia è minacciato


‘Mi feci trovare da chi non mi cercava’ :)


Un cuore puro e umile ?

Mi riesce difficile non condividere questa testimonianza ancora da Les Enfants de Medjugorje e se leggerete, capirete anche perchè!

 

 

Ivona, 49 anni, fioraia, vedova con due figli grandi. E’ venuta a Medjugorje per la terza volta in novembre 2013 e il suo estremo fervore ci ha sconvolti. Tutti i giorni,malgrado il freddo, il vento, la pioggia ed il fango, è salita e scesa a piedi nudi dal Krizevac. Abita un bilocale in Ukraina dove si è sposata nel 1984.

Igor, suo marito, si è rapidamente rivelato malvagio, beve, la maltratta e spesso la batte. Alla fine Ivona ha capito che lui ha una amante, una donna sposata e madre di tre bambini. Pur essendo cattolico Igor parla male dei preti e si rifiuta di andare in Chiesa, solo per le feste. Ma Ivona ama sinceramente suo marito e prega molto per lui.

 

Un giorno cade gravemente malato e non può più lavorare. Ha bisogno di continue cure. L’amante lo abbandona. Ivona, rendendosi conto che sta per morire, si preoccupa della sua vita eterna. Per amore di lui, non si contenta solo di pregare ma offre dei digiuni a Dio. In agosto 2009, viene a Medjugorje per ottenere la sua riconciliazione con Dio.

 

Durante un’estate torrida , sale ogni giorno a piedi nudi al Krizevac sulle pietre bollenti. Supplica Dio: “Che non muoia senza confessarsi!”. Mentre Igor strepita contro i figli, lei prega per l’unita della sua famiglia. “Anche se Igor dovesse detestarmi, dice al Signore, dammi la forza di sopportarlo!”.

Effettivamente malgrado tutte le sue attenzioni giorno e notte, Igor la insulta. Tuttavia, Ivona sente la pace nel suo cuore per la preghiera che la mantiene unita a Dio.

 

Un giorno, Igor viene ricoverato in ospedale e Ivona non lo abbandona mai, passa delle ore al suo capezzale. Per tre volte Igor scaccia il Cappellano che gli propone di confessarsi. Ivona tace e non cede allo scoraggiamento. Prega con tutto il cuore vicino a suo marito, certa che Dio la ascolta. Rosari e Coroncine della misericordia si alternano alle cure mediche. Il 6 gennaio 2010, al mattino della sua morte, oh miracolo, Igor carezza i capelli della moglie, dicendo: “Anche quando sono cattivo con te, tu continui ad amarmi e ti occupi di me!” .

Le sue gambe sono diventate nere, ma è ancora cosciente. Ivona deve uscire dall’ospedale per la Prima Comunione della figlia proprio quel giorno lì. Quando vi ritorna, incrocia il Cappellano e gli propone di fare un nuovo tentativo presso Igor per la confessione. E’ una questione di ore, prima della sua morte! Ma – secondo miracolo- il prete risponde che proviene dalla camera di Igor e che lui ha fatto una buona confessione, dopo 20 anni senza sacramenti. Lei viene a sapere questo proprio nel corridoio dell’ospedale!

 

Quando rientra nella camera, mette nelle mani di Igor una immagine di Gesù Misericordioso e, con sua grande sorpresa, lui la prende, la solleva e la contempla con serenità. Poi dice a sua moglie: “Come andrò lassù?”. Gli risponde: “Te ne vai verso la tua casa, non avere paura! Gesù illumina il cammino per andare verso di Lui e tu hai i Re Magi come scorta!”. Vedendo che soffre, gli dice: “Ricordati che Gesù stesso ha sofferto prima di andare verso suo Padre”. Lei gli domanda perdono per tutte le volte che lo ha fatto soffrire e gli dice che da parte sua gli ha perdonato TUTTO.

 

Già Igor non parla più, ma versa delle lacrime in segno di risposta. Lo ringrazia per gli anni trascorsi insieme poi, con un grande sorriso, gli dice: “Adesso, puoi partire tranquillo per la casa del Signore!”. A queste parole gli occhi di Igor divennero fissi e morì. Ivona ha perseverato nella preghiera e nel digiuno e tutto quello che ha chiesto a Dio si è realizzato! Igor si è confessato in extremis, sei ore prima della morte, proprio prima di perdere l’uso della parola. Durante la quaresima dopo la morte di Igor, Ivona ha digiunato a pane e acqua per 40 giorni, come ringraziamento per la conversione di suo marito. Ivona non ‘sciopera’ dopo la morte di Igor.

Suo figlio Boris è molto malato. Torna a Medjugorje per lui, con l’intenzione di commuovere il cuore di Dio per la sua guarigione e soprattutto per la sua conversione, avendo egli abbandonato la Chiesa e essendosi messosi assieme ad un persona di malaffare. Allora Ivona fa un patto con Dio: “Tu Signore, occupati di Boris, ed io mi occuperò dei tuoi figli,i sacerdoti!”. Lo scorso 25 novembre, dopo essersi arrampicata a piedi nudi dal Krizevac e sul Podbrdo, ha trascorso tutta la notte nella chiesa davanti al Santissimo esposto. Pregava per i preti!

 

La Gospa ci ha detto: “Pregate incessantemente per il dono dell’amore” e “voi dovete avere un cuore puro e umile”. Ivona fa parte di quei ‘violenti’ che hanno scelto costi quel che costi di impadronirsi del regno di Dio. Non resterà delusa!