Archivi categoria: s.Francesco

Voglio mandarvi tutti in Paradiso

porziuncola-antica

 

_“Padre Santo, non domando anni, ma anime”.
E felice, il 2 agosto 1216, insieme ai Vescovi dell’Umbria, annuncia al popolo convenuto alla Porziuncola:
“Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso!”.

Perdono di Assisi:
http://www.porziuncola.org/indulgenza-della-porziuncola-40-1.html


Laudate laudate laudate


Stimmate san Francesco

sfranc.car

 

 

 

D E U S    M I H I    D I X I T


Sintesi

“Annunciate il Vangelo sempre.

E, se fosse necessario, con le parole”.

 

 

San Francesco di Assisi

 

 

Papa Francesco ci ha indicato proprio questa frase come scuola di preghiera e vita … non certo a caso.

 


Una roccia nell’abbraccio di Cristo ♥

Ci sono storie da raccontare di nuovo, ci sono eventi che sono stati storpiati, piegati. Ci sono ritratti che sono stati abrasi o ritoccati. C’è anche una cosa nuova chiamata cristianesimo che va scoperta. Francesco d’Assisi è una delle sue figure centrali. Assiali. Uno che è entrato in un momento di fuoco della storia con tutta la sua personale inquietudine e la sua infinita domanda. Con il suo personale azzardo e la sua personale consegna. C’è una durezza nella figura di Francesco d’Assisi che sola motiva la sua dolcezza. La sua pietà. La sua forza. C’è, si vede mille volte nei suoi gesti, nelle confidenze ai suoi frati, negli scritti impetuosi, nelle scelte. È che tutto proviene dal senso di essere dentro un grande rischio. D’essere un uomo che può perdersi, che può smarrire il vero bene della vita.

 

La sua spoliazione, il legame coi frati, con Chiara, la stessa autorevolezza riconosciuta nella Chiesa, tutto era motivato in Francesco dal senso di correre un grave rischio. Per questo era un uomo tutt’altro che sdolcinato. Non c’è miele nel suo testamento, nel suo commento al Padre nostro, nelle lettere ai fedeli. La sua stessa idea di letizia non si radicava in una facile, leggera euforia da vagabondo. Ma era, quella letizia, il riflesso esistenziale profondo, il tesoro sempre presente quando anche nascosto, dovuto alla potenza dell’abbraccio con cui lui, e i suoi frati, si erano abbarbicati all’abbraccio di Cristo, unica salvezza. Unica vela sicura nel viaggio rischioso dell’esistenza.

 

La lingua scabra e ventosa del suo cantico delle creature, terminato poco prima di morire, è il segno di un’anima che trova pacificazione solo nel rivolgersi all’Altissimo, sentendosi uomo minimissimo, ingaggiato in una dura battaglia contro tutto ciò che di “mondano” – come ha richiamato ieri il Papa che reca il suo nome – si poteva infiltrare nella vita presentandosi come sicurezza o salvezza. No, l’unica sicurezza nel durissimo viaggio dell’esistenza, tra lupi, lebbrosi nel corpo e lebbrosi nel cuore, era per lui Cristo, di cui si fece alter ego. Non si sentiva un salvato, se non nel momento in cui accettava lo sguardo di Cristo e lo ricambiava con tutta la forza che aveva.

 

La figura di Francesco è una delle più ammirate e travisate della storia. Somiglia a uno di quegli amici (spero ne abbiate anche voi) che ammiri e con cui però non si riesce a stare in pace, ad andare d’accordo. Uomo che del suo tempo visse tutta l’ansia e la perigliosità. E che non somiglia di certo a talune raffigurazioni melense che circolano dentro e fuori la Chiesa. Addomesticare Francesco, renderlo una specie di profeta di cose che poi noi siamo stati bravi a realizzare e comprendere (un rapporto profondo con la natura, ad esempio, o un moralista facile) significa privarlo della sua forza di scandalo. Che si radica solo in una tensione essenziale. Solo Cristo salva la vita. Lo grida nei suoi scritti, nelle raccomandazioni ai suoi frati, nel duro incendiario testamento finale, dove raccomanda più d’ogni altra cosa l’unità con la Chiesa, affidandosi così ancora una volta al Cristo vivente, al suo abbraccio che strappa dal nulla. Perché lui quel nulla sapeva cos’era, ne aveva sentito il respiro morto in viso. Sapeva di correrne sempre il rischio. Così è diventato Francesco, non per quieto vivere, ma per una grande inquietudine abbracciata a Gesù.​

​​​

 

Davide Rondoni     

Fonte : Avvenire


Allietato di nuova speranza per l’immensità dell’amore ogni giorno cresceva la sua speranza e fiducia nel Signore.

 

 

s.. Francesco d’Assisi

 


Altissimo Signore, Sommo Pastore e amatissimo Agnello.

 

s. Francesco d’ Assisi


Di tutte le cose faceva una scala per salire ad afferrare Colui che è tutto desiderabile.

Fonti Francescane 1162

 

Ciò che Archimede non è riuscito ad ottenere, poiché la sua domanda non era rivolta a Dio ed era fatta solo dal punto di vista materiale, i santi l’hanno ottenuto in tutta la sua pienezza.

L’Onnipotente ha dato loro come punto di appoggio: se stesso e se stesso soltanto.

Come leva: la preghiera che accende di un fuoco di amore.

Ed è così che hanno sollevato il mondo.

E’ così che i santi tuttora militanti lo sollevano e che, sino alla fine del mondo, i santi futuri lo solleveranno ancora.

s. Teresina di Lisieux

Santissima Trinità Padre, Figlio e Spirito Santo, io Vi ringrazio per tutti i favori e le grazie di cui avete arricchito l’anima della vostra serva Santa Teresa del Bambin Gesù del Volto Santo, Dottore della Chiesa, durante i suoi 24 anni trascorsi su questa terra e per i meriti di questa Vostra Santa Serva, concedetemi la grazia che ardentemente desidero … se è conforme alla Vostra Santa Volontà e per il bene della mia anima. Aiutate la mia fede e la mia speranza, o Santa Teresa del Bambin Gesù del Volto Santo; realizzate ancora una volta la Vostra promessa di passare il Vostro Cielo a fare del bene sulla terra, PERMETTENDO CHE IO RICEVA UNA ROSA COME SEGNO DELLA GRAZIA CHE DESIDERO OTTENERE. Amen.


Santa Maria Vergine, non vi è alcuna simile a Te nata nel mondo, tra le donne, figlia e ancella dell’Altissimo Re, il Padre Celeste, madre del Santissimo Signore nostro Gesù Cristo, sposa dello Spirito Santo; prega per noi con san Michele Arcangelo e con tutte le virtù dei Cieli e con tutti i Santi, presso il Tuo Santissimo Figlio diletto, nostro Signore e Maestro.

 

Fonti Francescane 281

 

 

 

L’angusta via del Cielo, Tu l’hai resa visibile

praticando sempre le più umili virtù

presso di Te, Maria, voglio restare piccola.

 

s. Teresina di Lisieux

 


O alto e glorioso Dio,
illumina le tenebre de lo core mio.
Et dame fede dricta, speranza certa e carità perfecta,
senno e cognoscemento, Signore,
che faccia lo tuo santo e verace comandamento. Amen

 

s. Francesco d’ Assisi

 

 

 

Questa semplice parola: ‘Attiratemi’ basta.

Signore, lo capisco, quando un’anima si è lasciata prendere dall’odore inebriante dei vostri profumi, non può più correre da sola, tutte le anime che essa ama sono trascinate al suo seguito, questo avviene senza costrizione, senza sforzo, è una conseguenza naturale della sua attrazione verso di voi.

 

 

s. Teresina di Lisieux