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Il più e il meno

Quando si tratta di Erri de Luca, ogni parola aggiunta è inopportuna.
Bastano le sue (anche se lui non ne è mai certo: proprio per questo forse).

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“ I nodi sono fatti per essere poi sciolti.
..
Ho saputo da me che per scrivere bisogna stare sgomberi, sfrattati, come alloggi in cui arrivano le storie, a carovane zingare in cerca dello spazio di nessuno.
..
Avevo saputo quel giorno la notizia certa che la scrittura era campo aperto, via di uscita.
Poteva farmi correre dove non c’era un metro per i piedi, mi scaraventava al largo mentre me ne stavo schiacciato sopra un foglio.
Sono uno che si è messo a scrivere da quel giorno, per forzare le chiusure intorno.
..
Il lettore trascina autore e storia nel suo maltempo o in villeggiatura, lo fa sedere accanto, e mentre legge, anche rimpasta.
Ricevere da un libro è azione attiva quanto quella di scriverlo.
Da lettore so che spetta a me portare a finitura quello che sto leggendo, combinandolo con la mia esistenza.”

Erri de Luca


Le lettere hanno il potere di donarci una vita più grande

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Quest’opera è ispirata da un’idea semplice: il suono – fatico ancora a definirlo: il lieve fruscio di una busta spedita per via aerea, il tonfo di un pesante invito accompagnato da un cartoncino con la richiesta R.S.V.P., l’allegro sussurro di un biglietto di ringraziamento – che la lettera fa quando cade sullo zerbino.

Auden aveva ragione: il romanticismo della posta e delle notizie che porta, le possibili permutazioni della corrispondenza. Solo l’arrivo di una lettera ci chiama con una fede eternamente rinnovabile.
La casella della posta in arrivo contro la scatola da scarpe; solo una delle due verrà custodita gelosamente, tenuta da parte, portata con sé durante un eventuale trasloco e dimenticata quando non ci saremo più.

E’ meglio – mi chiedo- che la nostra storia personale, la prova della nostra esistenza emotiva, sia racchiusa in un server Cloud (un magazzino rivestito di acciaio) in qualche pianura americana o che si trovi dove è sempre stata, cioè sparpagliata tra i nostri averi materiali?
Il fatto che le e-mail siano più difficili da archiviare nonostante la durevolezza garantita dai pixel è un paradosso con cui stiamo cominciando a scontrarci solo ora.
Ma riusciremo mai a provare un senso di euforia aprendo la cartella della posta elettronica?

Le e-mail sono una gomitata, ma le lettere sono una carezza, e rimangono al loro posto in attesa di essere riscoperte.

 

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Il ‘segreto’

Da quando, negli anni Cinquanta, lessi per la prima volta le Lettere di sant’Ignazio di Antiochia,
mi è rimasto particolarmente impresso un passo della sua Lettera agli Efesini:

«È meglio rimanere in silenzio ed essere, che dire e non essere.
È bello insegnare se si fa ciò che si dice.
Uno solo è il Maestro che ha detto e ha fatto, e ciò che ha fatto rimanendo in silenzio è degno del Padre.
Chi possiede veramente la parola di Gesù può percepire anche il suo silenzio, così da essere perfetto,
così da operare tramite la sua parola ed essere conosciuto per mezzo del suo rimanere in silenzio»
(15, 1s.).

Il cardinale Sarah è un maestro dello spirito
che parla a partire dal profondo rimanere in silenzio insieme al Signore,
a partire dalla profonda unità con lui, e così ha veramente qualcosa da dire a ognuno di noi.

– Benedetto XVI –

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In un’epoca sempre più rumorosa, in cui tecnica e consumismo irrompono nella nostra vita, è senza dubbio una follia voler scrivere un libro dedicato al silenzio. Eppure, il mondo fa tanto di quel rumore che la ricerca di qualche goccia di silenzio diviene ancora più necessaria. Per il Cardinale Robert Sarah, a forza di respingere il divino, l’uomo moderno si ritrova in una dimensione angosciante e opprimente. Sarah vuole ricordare che la vita è una relazione silenziosa tra la parte più intima dell’uomo e Dio. Il silenzio è indispensabile per l’ascolto del linguaggio divino: la preghiera nasce dal silenzio e senza sosta vi fa ritorno sempre più profondamente. In questo colloquio con Nicolas Diat, il Cardinale s’interroga: gli uomini che non conoscono il silenzio potranno mai raggiungere la verità, la bellezza e l’amore? La risposta è senza appello: tutto ciò che è grande e creato è plasmato nel silenzio. Dio è silenzio. Dopo il successo internazionale di Dio o niente, tradotto in quattordici lingue, il Cardinale Robert Sarah cerca di ridare al silenzio la sua dignità.
Il testo è seguito da un’eccezionale colloquio con Dom Dysmas De Lassus, Priore della Grande Chartreuse e Ministro Generale dell’Ordine dei Certosini.


L’orso e la suora

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Questo breve testo, tratto dal volume ‘Cantate un canto nuovo’ EDB parte e ruota attorno alla domanda ‘che senso ha la vita religiosa oggi?’, per poi estenderla alla più generica ‘che senso ha la vita oggi?’.

Timothy Radcliffe – teologo domenicano- nella sua riflessione, affianca l’immagine di un orso aggressivo che campeggia in poster pubblicitari sparsi nella sua città, a quella di una suora in preghiera davanti al cero pasquale nell’oscurità della veglia pasquale e riflette sulla domanda iniziale.

‘Esistono ferite così profonde che soltanto la bellezza può guarire’.

Un raggio efficace e sottile di Luce che attraversa l’anima, illuminando la mente 😉


Quel gomitolo aggrovigliato ..

 

ferri-un-gomitoloNon bisogna sentirsi depressi per via di una depressione.
Le depressioni pessimistiche devono essere considerate come pause creative nelle quali si ritemprano le forze.
Se ne siamo consapevoli, passano rapidamente.

Etty Hillesum


Per una nuova nascita

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Una delle espressioni più tipiche del culto al Sacro Cuore è stata, ed è ancora, la così detta pia pratica dei primi nove venerdì del mese.
Storicamente, essa ha trovato il suo inizio nelle rivelazioni di Cristo stesso a santa Margherita Maria Alacoque, la mistica francese del Seicento grazie alla quale la devozione al Sacro Cuore tanto si è propagata nel mondo moderno.
Sappiamo infatti, dalle pagine da lei scritte, che Gesù stesso, mostrando il Suo Cuore e aprendole così la conoscenza infusa del Suo amore per gli uomini, le disse:

‘ A tutti quelli che per nove mesi consecutivi si comunicheranno al primo venerdì d’ogni mese, io prometto la grazia della perseveranza finale: essi non morranno in mia disgrazia, ma riceveranno i Santi Sacramenti (se necessari) ed il mio Cuore sarà loro sicuro asilo in quel momento estremo’.

La Chiesa stessa garantisce la veracità di queste parole, poiché Papa Benedetto XIV°, nella Bolla di canonizzazione della Santa, afferma : ‘Tali appunto furono le parole che Gesù benedetto rivolse alla sua serva fedele’.

[..]

… intere generazioni di cristiani hanno compiuto questa pia pratica e vi hanno trovato aiuto e conforto. Negli ultimi anni purtroppo è stata quasi passata nel dimenticatoio. Alcuni possono essere stati distolti da essa perché male vissuta dagli stessi devoti, come una specie di assicurazione per la vita eterna, tale da permettere una vita di peccato. Naturalmente non è così e non è questo il senso della cosa.
Mi permetto soltanto di osservare che il volere, per i primi nove venerdì del mese, accostarsi ai sacramenti crea in noi una specie di abitudine mentale, una disposizione interiore per la quale implicitamente si desidera vivere da buoni cristiani per tutto questo tempo.
Alcuni moralisti parlerebbero di un’opzione fondamentale tale da escludere il peccato mortale: possono rimanere le tante debolezze, ma il Signore conosce il cuore, vede in noi il desiderio di rispondere al Suo amore, e non si limita a guardare le cose esterne. In questo senso, nove mesi sono come il periodo di una gestazione: è una nuova nascita, un cammino di grazia, molto semplice, molto fattibile da ognuno di noi.

p. Ottavio De Bertolis, sj


Emily e il vento

Segnalo molto volentieri il libro di Lorenzo Gobbi (noto traduttore di Rilke) su Emily Dickinson, lasciandovi alle parole scelte per la copertina e altamente significative sulle aspettative certe di questa lettura sognata ♥

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Da un luogo lontano, da un tempo nuovo, un uomo scrive a Emily Dickinson: non vuole parlarle di sé, ma raccontarle, immaginando, di Emily stessa. Davanti ai suoi occhi, ecco Emily ragazza, che amava il sogno e amava il gioco, con una gioia infan­tile e consapevole; ecco il suo mondo perduto, la sua città, Amherst, la famiglia e gli amici, il cane Carlo, le api e il vento dei suoi boschi. Lo sguardo dell’autore la insegue negli anni, fino alla solitudine scelta volontariamente: entra con lei nella stanza che ne divenne la dimora, apre i cassetti dello scrittoio, contempla l’abito bianco che la rivestì, ne ascolta le poesie e il silenzio inconfondibile.


L’ignoto ignoto

Questa mattina ho comprato due libri scelti casualmente (poiché non c’era il  libro che cercavo) :
– Mandami tanta vita
– Adesso
😊 Nella libreria in cui ero stata precedentemente invece, non avendo trovato quello che cercavo, alla cassa mi sono lasciata conquistare da:
– L’ignoto ignoto __ Le librerie e il piacere di non trovare quello che cercavi 😉

E comunque il libro che avrei voluto è
– La vita in due valigie di Anca Martines

http://it.radiovaticana.va/news/2017/03/02/la_vita_in_due_valigie_presentato_il_libro_di_anca_martinas/1295801


Ogni giorno partirò

Voglio segnalare due libri – che devo ancora leggere – ma che mi hanno già conquistato.
Uno è di Arianna Prevedello (ha lavorato nell’ambiente comunicazione e cinema per la diocesi di Padova e molto altro, cercate e troverete) rimasta improvvisamente vedova dopo la morte inspiegabile nel sonno del giovane marito.

 

“La grazia di rialzarsi”: quindici parole per rinascere dal dolore
Un “salmo contemporaneo” preso da un personaggio cinematografico con cui chiude ogni capitolo del libro che narra la vita, il dolore, la fatica e il coraggio di rialzarsi dopo un grave lutto.

«La scomparsa improvvisa di mio marito mi ha portato a vivere una dimensione femminile più spiccata. Ho capito che potevo mettere al mondo anche la morte, figlia della vita. Sentivo che potevo riuscirci con le stesse energie generative che avevano accompagnato il dare alla luce. Il dolore soffocante, abbastanza da tradurlo fin da subito in una scrittura diffusa, non mi impediva di percepire l’impressionante armonia del mio essere al mondo. La morte mi invitava a occuparmi di lei. Mi spingeva a metterci le mani dentro, a impastare i significati del lutto con la percezione che avrei potuto stendere le forme della grazia e farne parte con altri».
Sono parole di Arianna Prevedello.
Sono alcune – solo alcune, ma assolutamente intense – delle parole del suo La grazia di rialzarsi (edizioni San Paolo). Sottotitolo: Quindici parole per rinascere dal dolore.

Settimanale diocesano di Padova

Segnalo anche un suo sito con un progetto in cantiere molto interessante, nella sezione ‘Dimora La Grazia’
http://www.violadelpensiero.it

 

L’altro libro che segnalo, è la prima biografia di padre Daniele Badiali morto martire in Perù, sacerdote di cui ho sentito spesso parlare da amici e da uno in particolare che ha in eredità la croce che padre Daniele portava al collo.
Ha offerto la sua vita in cambio di una ragazza volontaria che era stata catturata sulle Ande, affrontando così il martirio che lo attendeva.

http://www.padredanielebadiali.it/
Ogni giorno partirò


Il Padrone del mondo

Il Papa durante il colloquio con i giornalisti di ritorno dalle Filippine, parlando della “colonizzazione ideologica”, ha suggerito la lettura del libro “Il Padrone del Mondo” di Robert Benson per capire cosa intendesse dire. Un’opera d’inizio ‘900 che descrive l’instaurazione, nel 2000, di una dittatura di stampo umanitarista, che predica la tolleranza universale per tutti, tranne che per la Chiesa, che viene perseguitata. Ce ne parla Massimiliano Menichetti:

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LA DITTATURA DEL PENSIERO UNICO Anglicano, quarto figlio dell’arcivescovo di Canterbury, Robert Benson, si converte al cattolicesimo e nel 1907 scrive “The Lord of the World”, “Il Padrone del mondo”. Testo visionario in cui si concretizza la battaglia finale tra il bene ed il male. Da una parte il trentatreenne Giuliano Felsenburgh che evita lo scontro tra Occidente ed Oriente, acclamato poi presidente d’Europa che instaurerà di fatto la dittatura del pensiero unico; dall’altra gli si oppone il sacerdote Percy Franklin, anche lui 33 anni, che diventerà Papa. Claudio Siniscalchi, docente all’Università Lumsa di Roma nel corso di lingue e culture moderne:

 

  1. – Giuliano è la materializzazione dell’anticristo. Promette l’abolizione di ogni preoccupazione: non ci sarà più guerra, non ci sarà più violenza, non ci sarà più povertà … Si presenta come colui che, sotto le sembianze del salvatore, in realtà assoggetta l’umanità. Diventa non il padrone di una nazione, ma il padrone del mondo. L’organismo globale della terra concede a lui il potere, perché la cosa straordinaria non è tanto che questo “messia capovolto” prenda il potere con la forza, con il colpo di Stato, ma lo prende con il consenso di coloro ai quali sta togliendo la libertà. E naturalmente la prima cosa che fa: deve fare a meno della religione.

 

 

Cattolici perseguitati

  1. – Benson immagina un mondo dove Dio è ridotto a mero individualismo in cui viene creata una entità “La Grande fratellanza universale” che propugna la pace e l’allontanamento di ogni forma di dolore:

 

  1. – Come si risolve la sofferenza della morte? Con l’eutanasia! Non c’è più destra, sinistra; non c’è più religione positiva o negativa; non c’è più partito o sindacato. Benson, per primo, ha la visione del partito unico totalitario. Chi si oppone – e naturalmente sono i cattolici che si oppongono a questa deriva che il mondo sta prendendo – sono perseguitati.

La pace di Giuliano è la pace di chi accetta quello che dice lui e nel momento in cui non si accetta è la guerra.

L’intuizione di Benson è quella di contestare un elemento che è stato devastante per il novecento: la perfezione dell’uomo, l’insaturazione del paradiso artificiale sulla terra. Perché questa visione paradisiaca del mondo ha bisogno che il trattore del progresso distrugga tutto.

 

 

La propaganda della menzogna

  1. – Questa modalità è definita da Papa Francesco “colonizzazione ideologica” in cui in nome di un presunto benessere tutto il resto deve essere annientato:

 

  1. Perché è la forza della menzogna contro la forza della verità. La propaganda fa sì che ci sia una nuova schiavitù dell’uomo. La fratellanza del mondo è importantissima, ma il prezzo che l’anticristo  fa pagare a quella parte dell’umanità che si oppone, perché vede il vero pericolo, è il contrario di quello che viene detto.

 

 

Distruzione di Roma

  1. – Il testo parla di rischio di scontro tra Oriente ed Occidente, di attacchi kamikaze… Benson arriva ad ipotizzare la distruzione di Roma:

 

  1. – Questo fondamentalmente è un libro per dire: ‘Fate attenzione, avete preso una strada sbagliata’!”

Il Padrone del Mondo non trionferà

 

  1. – Ma chi vince la battaglia nel libro di Benson?
  2. Il padrone del mondo non trionferà mai, perché in Benson c’è una visione affidata alla Onnipotenza di Dio, che non lascerà mai solo l’uomo: lo aiuterà. Ci saranno sofferenze enormi che l’uomo dovrà affrontare, ma alla fine trionferà il bene. Benson non aveva una visione oscura.

 

 

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