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Ad Artur

Non seppi dirti quant’io t’amo, Dio
nel quale credo, Dio che sei la vita
vivente, e quella già vissuta e quella
ch’è da viver più oltre: oltre i confini
dei mondi, e dove non esiste il tempo.
Non seppi; – ma a Te nulla occulto resta
di ciò che tace nel profondo. Ogni atto
di vita, in me, fu amore. Ed io credetti
fosse per l’uomo, o l’opera, o la patria
terrena, o i nati dal mio saldo ceppo,
o i fior, le piante, i frutti che dal sole
hanno sostanza, nutrimento e luce;
ma fu amore di Te, che in ogni cosa
e creatura sei presente. Ed ora
che ad uno ad uno caddero al mio fianco
i compagni di strada, e più sommesse
si fan le voci della terra, il tuo
volto rifulge di splendor più forte,
e la tua voce è cantico di gloria.
Or – Dio che sempre amai – t’amo sapendo
d’amarti; e l’ineffabile certezza
che tutto fu giustizia, anche il dolore,
tutto fu bene, anche il mio male, tutto
per me Tu fosti e sei, mi fa tremante
d’una gioia più grande della morte.
Resta con me, poi che la sera scende
sulla mia casa con misericordia
d’ombra e di stelle. Ch’io ti porga, al desco
umile, il poco pane e l’acqua pura
della mia povertà. Resta Tu solo
accanto a me tua serva; e, nel silenzio
degli esseri, il mio cuore oda Te solo.

Ada Negri
Il dono

 

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Nostra Signora di Fatima _ 100 anni

MADONNA-FATIMA-

O Maria, che apparendo a Fatima dicesti a Lucia che non l’avresti mai abbandonata,
… Ti preghiamo di non permettere che ci separiamo mai dal Tuo Cuore Materno.
S.Pio

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Mio Dio, credo, adoro, spero e Vi amo.
Domando perdono per tutti quelli che non credono, non adorano, non sperano e non Vi amano.
Santissima Trinità, Padre, Figlio, Spirito Santo, Vi adoro profondamente e Vi offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i Tabernacoli del mondo, in riparazione degli oltraggi, sacrilegi, indifferenze con cui Egli è offeso.
E per i meriti infiniti del Suo Sacratissimo Cuore e del Cuore Immacolato di Maria Vi domando la conversione dei poveri peccatori.
Preghiera dell’Angelo

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O Cuore Immacolato, noi ci rifugiamo in Te
Ci rifugiamo nel Tuo Cuore, o Maria.
S.Pio

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Salve Regina,
beata Vergine di Fatima, Signora dal Cuore Immacolato,
rifugio e via che conduce a Dio! Pellegrino della Luce che viene a noi dalle tue mani,
rendo grazie a Dio Padre che, in ogni tempo e luogo, opera nella storia umana; pellegrino della Pace che, in questo luogo, Tu annunzi,
do lode a Cristo, nostra pace, e imploro per il mondo la concordia fra tutti i popoli; pellegrino della Speranza che lo Spirito anima,
vengo come profeta e messaggero per lavare i piedi a tutti, alla stessa mensa che ci unisce.
Salve Madre di Misericordia,
Signora dalla veste bianca! In questo luogo, da cui cent’anni or sono
a tutti hai manifestato i disegni della misericordia di Dio, guardo la tua veste di luce
e, come vescovo vestito di bianco, ricordo tutti coloro che,
vestiti di candore battesimale, vogliono vivere in Dio
e recitano i misteri di Cristo per ottenere la pace.
Salve, vita e dolcezza,
salve, speranza nostra, O Vergine Pellegrina, o Regina Universale!
Nel più intimo del tuo essere, nel tuo Cuore Immacolato,
guarda le gioie dell’essere umano in cammino verso la Patria Celeste.
Nel più intimo del tuo essere, nel tuo Cuore Immacolato,
guarda i dolori della famiglia umana che geme e piange in questa valle di lacrime.
Nel più intimo del tuo essere, nel tuo Cuore Immacolato,
adornaci col fulgore dei gioielli della tua corona e rendici pellegrini come Tu fosti pellegrina.
Con il tuo sorriso verginale rinvigorisci la gioia della Chiesa di Cristo.
Con il tuo sguardo di dolcezza rafforza la speranza dei figli di Dio.
Con le mani oranti che innalzi al Signore, unisci tutti in una sola famiglia umana.
O clemente, o pia,
o dolce Vergine Maria, Regina del Rosario di Fatima!
Fa’ che seguiamo l’esempio dei Beati Francesco e Giacinta, e di quanti si consacrano all’annuncio del Vangelo.
Percorreremo così ogni rotta, andremo pellegrini lungo tutte le vie,
abbatteremo tutti i muri e supereremo ogni frontiera,
uscendo verso tutte le periferie, manifestando la giustizia e la pace di Dio.
Saremo, nella gioia del Vangelo, la Chiesa vestita di bianco,
del candore lavato nel sangue dell’Agnello
versato anche oggi nelle guerre che distruggono il mondo in cui viviamo. E così saremo, come Te, immagine della colonna luminosa
che illumina le vie del mondo, a tutti manifestando che Dio esiste,
che Dio c’è, che Dio abita in mezzo al suo popolo,
ieri, oggi e per tutta l’eternità.
Salve, Madre del Signore,
Vergine Maria, Regina del Rosario di Fatima! Benedetta fra tutte le donne,
sei l’immagine della Chiesa vestita di luce pasquale, sei l’onore del nostro popolo,
sei il trionfo sull’assalto del male.
Profezia dell’Amore misericordioso del Padre,
Maestra dell’Annuncio della Buona Novella del Figlio,
Segno del Fuoco ardente dello Spirito Santo,
insegnaci, in questa valle di gioie e dolori, le eterne verità che il Padre rivela ai piccoli.
Mostraci la forza del tuo manto protettore.
Nel tuo Cuore Immacolato, sii il rifugio dei peccatori
e la via che conduce fino a Dio.
Unito ai miei fratelli,
nella Fede, nella Speranza e nell’Amore, a Te mi affido.
Unito ai miei fratelli, mediante Te, a Dio mi consacro, o Vergine del Rosario di Fatima.
E infine, avvolto nella Luce che ci viene dalle tue mani,
renderò gloria al Signore nei secoli dei secoli. Amen.

Preghiera di Papa Francesco alla Madonna di Fatima

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Signore,
Buon Pastore dell’umanità
che hai affidato a Pietro e ai suoi successori
la missione di confermare i fratelli nella fede
e di illuminarli nell’ascolto della Parola
– in questo luogo in cui i Pastorelli di Fatima
hanno dato testimonianza di una profonda devozione al Santo Padre
e di un intenso amore per la Chiesa -,
noi Ti chiediamo che il Tuo Spirito di Sapienza
illumini Papa Francesco nella sua missione di Successore di Pietro;
che la Tua Misericordia lo protegga e conforti;
che la testimonianza dei Tuoi fedeli lo animi nella sua missione
e che la tenera presenza di Maria sia per lui segno del Tuo amore;
che sia forte nella fede, audace nella speranza e zelante nell’amore.
Tu che sei Dio con il Padre, nell’unità dello Spirito Santo.
Amen.
Padre Nostro. Ave Maria. Gloria.

Preghiera per il Papa

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: §

SanFrancesco-Cimabue

 

Un’altra volta andando il beato Francesco a predicare nelle parti di Lombardia, verso la Marca Trevigiana, essendo solo con uno de’ suoi frati, sopravvenne loro la notte su per la via alla riva del Po, ed
il cammino, per cagione de’ paduli, a loro, che ne erano nuovi, molto scuro e dubbioso, disse il compagno:
“Padre, ôra e prega Iddio che ci liberi da questo pericolo e dubbioso cammino”.

E’l beato Francesco rispose con molta fidanza:
“Dio può, se piace alla Sua grande benignità, cacciare via questa grande scurità e mandarci chiarità”.

E appena ebbe dette queste parole, che subito sopra di loro venne una luce con tanta chiarezza, mandata per grazia e virtù di Dio, che essendo altrove notte scura, e’ si vedeano innanzi chiaramente come di giorno.

Legenda Maior
Cap. V, § 12


Signum in montibus

«La decisione che sembrava impossibile è stata presa»; una voce fuori campo legge alcuni passi del diario di frèreChristophe Lebreton: è uno dei momenti più commoventi di Signum in montibus, sacra rappresentazione in musica e immagini dedicata ai sette trappisti rapiti e uccisi in Algeria nella primavera del 1996.

«Io sono suo — scrive Christophe, il più giovane dei monaci del convento nel suo diario — e seguo le sue orme. Vado verso la mia piena verità pasquale. Vi dico, in piena verità, tutto va bene. La fiamma si è piegata, la luce si è inclinata (…) Posso morire. Eccomi qui».
Il titolo del dvd — pubblicato dall’associazione Cortona cristiana su etichetta Angelicum nel 2013 — prende spunto dalla scritta in latino, “Segno sulle montagne”, posta sullo stemma del monastero di Notre-Dame de l’Atlas di Tibhirine. Una profezia realizzata oltre ogni possibile progetto umano: a più di vent’anni di distanza dal loro martirio, la testimonianza dei monaci è più viva che mai.

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La loro storia è stata raccontata nel 2010 dal film di Xavier Beauvois ed Étienne Comar Uomini di Dio, che ha messo d’accordo pubblico e critica, e ha avuto il plauso anche di frère Jean-Pierre, uno dei due cistercensi sopravvissuti. «Questo film — ha detto il padre, ringraziando i registi — mi ha profondamente toccato. Di quegli anni conservo soprattutto il ricordo di una piccola comunità fraterna, il lavoro in comune, la preghiera delle ore. È stata una grande emozione rivivere tutto questo nel film, che trasmette un messaggio vero, anche se i dettagli del racconto non sono tutti esatti. Ma questo non ha importanza. L’essenziale è che la pellicola restituisca in maniera autentica il senso della nostra presenza lì. E poi, in tutto il film, c’è questa presenza di Dio e questo abbandono a Lui, che dice molto bene l’essenza della nostra vita monastica».

La grande bellezza che irradia da questo film, continua frère Jean-Pierre, «mi ha confermato nella convinzione che la scomparsa dei fratelli non sia stata inutile.
LA MORTE DEI SANTI È SEME DI CRISTIANI.
La loro scomparsa ha creato dei legami, e non cessa di crearne, di là di ogni frontiera. Qui, a Midelt in Marocco, la nostra cuoca, Ba’ha, una berbera musulmana, ha voluto guardare Uomini di Dio. Gliene abbiamo prestata una copia, così come ad altri membri della sua famiglia. Sono stati impressionati da quanto hanno visto. Anche altri vicini ce l’hanno chiesto. Insomma, il dvd diviene uno strumento formidabile per continuare il dialogo con i musulmani».
Anche la meditazione per musica e immagini Signum in montibus vuole aiutare lo spettatore a inoltrarsi nel mistero dell’abbandono a Dio, cuore della vita monastica, facendoci conoscere più da vicino Bruno, Célestin, Christian, Christophe, Luc, Michel e Paul. Uomini molto diversi l’uno dall’altro per età, storia, mentalità, temperamento: Luc è un anziano medico, Michel un ex operaio fresatore, Paul è stato idraulico e ufficiale paracadutista, Christophe è un ex sessantottino quarantacinquenne impetuoso e inquieto, Célestin è stato per molti anni prete diocesano a Nantes e, dopo le intimidazioni dei terroristi del Natale 1993, deve convivere con sei by-pass coronarici.
Uomini che condividono il tempo del lavoro e il tempo del riposo e scherzano sul loro destino annunciato se non accetteranno di andarsene — «Ma non c’è un modo per salvare la pelle e andare in paradiso lo stesso?» dice frère Paul durante una riunione con i confratelli. Uomini “normali” che discutono e litigano tra loro, certi di essere stati con-vocati, chiamati insieme da Dio a collaborare al suo misterioso progetto di salvezza.

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La musica, sempre presente, alterna temi inediti, liriche per canto in lingua francese, motivi solistici in duo con la parola, canti gregoriani e canti conventuali intonati dalla Corale Zefferini di Cortona, parti in prosa scritte da Augusta Tescari e dal poeta Giovanni Costantini. Alle immagini degli esecutori dei brani musicali si alternano le foto dei trappisti uccisi, custodite dall’abbazia di Aiguebelle (da cui dipendeva la sede algerina di Tibhirine) oltre a scorci di interni delle chiese italiane — San Domenico a Cortona e Santa Giustina a Padova — dove il video è stato girato.
Tanti, troppi ingredienti, di ottima qualità se presi singolarmente, ma non ben amalgamati gli uni con gli altri. Nel linguaggio video less is more e alternare troppi elementi di origine diversa rischia di indebolire la forza scabra, semplice, dirompente del messaggio originale.
Sarebbe stato sufficiente far scorrere una dopo l’altra le foto del monastero, lasciando allo sguardo dello spettatore il tempo di posarsi con calma sul paesaggio intorno a Notre-Dame de l’Atlas, sui campi resi prosperi e fertili dalla presenza del carisma cistercense (in lingua berbera Tibhirine significa “giardino”) limitando musica e letture alla sola dimensione audio, come colonna sonora. Basta guardare i volti sorridenti dei monaci per capire che — come ha scritto Papa Francesco nella prefazione a un libro recentemente uscito in Francia —
«GLI ASSASSINI NON HANNO TOLTO LORO LA VITA: L’AVEVANO DONATA PRIMA».

News.va

 

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E prima dello splendido film ‘Uomini di Dio’, era uscito l’altrettanto imperdibile libro ‘Più forti dell’odio’


Vado io

 

‘ Bastardi occidentali che non siamo altro, che non sappiamo vedere dietro queste cose il frutto del nostro egoismo.
Ci siamo riempiti la bocca di belle parole e la mente di milioni di nozioni per riconoscere negli altri la loro ignoranza; ci laviamo con decine di prodotti diversi, uno per ogni occasione, per ogni profumo per poter dire agli altri che puzzano.
Abbiamo inventato mille lavori, mille macchine per ogni lavoro per eliminare la fatica.
Abbiamo inventato persino il volontariato per poter lavorare e far fatica dopo il lavoro.
E non siamo stati capaci di vedere quanto sa lavorare questa gente.
Bastardi occidentali che non siamo altro!
Andiamo al diavolo noi, le nostre idee, le nostre macchine, la nostra perfezione, la nostra pulizia, le nostre seghe mentali e , perché no, anche quel ‘nostro’ Signore che abbiamo usato per rendere povera questa gente’.

Giulio Rocca
(volontario ’OperazioneMatoGrosso’, morto martire in Perù)

 

 

Dopo qualche tempo, a contatto con la realtà concreta dei poveri, le parole di Giulio acquistano una tonalità diversa, meno retorica:
‘ Non sto a raccontarti storie sulla favola dei poveri … Mi sto stufando dei poveri, di quei poveri da serata dei campi … I poveri ‘poverini’, sporchi, semplici, che ci vogliono bene.
I poveri ai quali viene giustificato tutto perché sono poveri.
Mi sto stufando dei poveri …. Li vedo concretamente come sono, e non sempre li giustifico; ma in questo modo, invece di lasciarmi andare, aumenta in me la voglia di restare qui a dargli una mano.
Mi accorgo sempre di più che la povertà materiale non è niente di fronte a quella morale e spirituale …
Ed io che in questo senso ho avuto la fortuna di avere una famiglia, degli educatori, degli amici, non posso non mettere questa fortuna al servizio degli altri’,

 

 

Gerolamo Fazzini
‘Vado io’ _ Con i poveri delle Ande per incontrare Dio
(Biografia padre Daniele Badiali)


Grazie per essere ‘normale’

 

Grazie per il “lavoro fatto” e la tua “preparazione” e soprattutto grazie per essere “normale”.

E’ con un sorriso che il Papa si rivolge al francescano padre Giulio Michelini e lo saluta dopo la meditazione:

“Voglio ringraziarti per il bene che hai voluto farci e per il bene che ci hai fatto.
Prima di tutto, per il tuo mostrarti come sei, naturale, senza ‘faccia da immaginetta’.
Naturale. Senza artifici”.


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Un amico è quella persona per cui
Anche se è cambiato tutto
Non è cambiato nulla.

 

 

Concita de Gregorio
Mi sa che fuori è primavera
Immagine Lakritzellas.tumblr.com


The End

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Un Giubileo di Misericordia !

“Ho deciso di indire un Giubileo straordinario che abbia al suo centro la misericordia di Dio. Sarà un Anno Santo della Misericordia. Lo vogliamo vivere alla luce della parola del Signore: “Siate misericordiosi come il Padre. (…) Questo Anno Santo inizierà nella prossima solennità dell’Immacolata Concezione e si concluderà il 20 novembre del 2016, Domenica di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’universo e volto vivo della misericordia del Padre”.

 

 

E’ l’annuncio con cui Papa Francesco conclude la sua omelia per la liturgia penitenziale celebrata questo pomeriggio nella Basilica Vaticana, un Giubileo straordinario che Francesco vede come una opportunità attraverso cui “la Chiesa possa rendere più evidente la sua missione di essere testimone della misericordia”.

 

“Affido l’organizzazione di questo Giubileo al Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, perché possa animarlo come una nuova tappa del cammino della Chiesa nella sua missione di portare ad ogni persona il Vangelo della misericordia, ha continuato, sono convinto che tutta la Chiesa potrà trovare in questo Giubileo la gioia per riscoprire e rendere feconda la misericordia di Dio, con la quale tutti siamo chiamati a dare consolazione ad ogni uomo e ogni donna del nostro tempo”.

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E al tema della misericordia Papa Francesco ha dedicato dedica l’intera omelia: come ricorda l’apostolo Paolo, dice, riferendosi alla prima lettura, “Dio non cessa mai di mostrare la ricchezza della sua misericordia nel corso dei secoli”. Il Vangelo, continua, “ci apre un cammino di speranza e di conforto”. E del brano che racconta l’episodio della peccatrice che lava i piedi di Gesù e li asciuga con i suoi capelli, li bacia e li unge d’olio profumato, mentre Simone, il padrone di casa che ha invitato il Maestro alla sua tavola la giudica quale peccatrice, Francesco sottolinea due parole che ritornano con insistenza: amore e giudizio.

 

 “C’È L’AMORE DELLA DONNA PECCATRICE CHE SI UMILIA DAVANTI AL SIGNORE; MA PRIMA ANCORA C’È L’AMORE MISERICORDIOSO DI GESÙ PER LEI, CHE LA SPINGE AD AVVICINARSI. (…) “Ogni gesto di questa donna parla di amore ed esprime il suo desiderio di avere una certezza incrollabile nella sua vita: quella di essere stata perdonata. E questa certezza è bellissima. E GESÙ LE DÀ QUESTA CERTEZZA: ACCOGLIENDOLA LE DIMOSTRA L’AMORE DI DIO PER LEI, PROPRIO PER LEI! DIO LE PERDONA MOLTO, TUTTO, PERCHÉ «HA MOLTO AMATO».  “QUESTA DONNA HA VERAMENTE INCONTRATO IL SIGNORE. (…) PER LEI NON CI SARÀ NESSUN GIUDIZIO SE NON QUELLO CHE VIENE DA DIO, E QUESTO È IL GIUDIZIO DELLA MISERICORDIA. IL PROTAGONISTA DI QUESTO INCONTRO È CERTAMENTE L’AMORE, LA MISERICORDIA,  CHE VA OLTRE LA GIUSTIZIA”.

 

 

 

 SIMONE IL FARISEO, AL CONTRARIO, AFFERMA IL PAPA, “NON RIESCE A TROVARE LA STRADA DELL’AMORE”(…)

 “NEI SUOI PENSIERI INVOCA SOLO LA GIUSTIZIA E FACENDO COSÌ SBAGLIA. IL SUO GIUDIZIO SULLA DONNA LO ALLONTANA DALLA VERITÀ E NON GLI PERMETTE NEPPURE DI COMPRENDERE CHI È IL SUO OSPITE. SI È FERMATO ALLA SUPERFICIE, NON È STATO CAPACE DI GUARDARE AL CUORE”.

 

 

 “IL RICHIAMO DI GESÙ SPINGE OGNUNO DI NOI A NON FERMARSI MAI ALLA SUPERFICIE DELLE COSE, SOPRATTUTTO QUANDO SIAMO DINANZI A UNA PERSONA. SIAMO CHIAMATI A GUARDARE OLTRE, A PUNTARE SUL CUORE PER VEDERE DI QUANTA GENEROSITÀ OGNUNO È CAPACE. NESSUNO PUÒ ESSERE ESCLUSO DALLA MISERICORDIA DI DIO; TUTTI CONOSCONO LA STRADA PER ACCEDERVI E LA CHIESA È LA CASA CHE TUTTI ACCOGLIE E NESSUNO RIFIUTA. Le sue porte permangono spalancate, conclude il Papa, perché quanti sono toccati dalla grazia possano trovare la certezza del perdono”.

 

 

 

Un’accoglienza che trova la sua immagine simbolica proprio nel rito iniziale del Giubileo straordinario appena annunciato: l’apertura della Porta santa della Basilica di San Pietro, l’8 dicembre prossimo.

 

          

Papa Francesco

13 marzo 2015

Newsva


Just now !

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Due anni e  due minuti fa, nasceva il nuovo blog. …

Grazie alla memoria e ospitalità di WordPress e a tutti i coraggiosi followers 😉 (questo era un messaggio criptico decifrabile solo per i più ‘antichi’ ….)

Blessings ^^^__^^^