Archivi categoria: ErrideLuca

Buon ferragosto a tutti!

tumblr_os9jyz54Zw1qarjkmo1_500-weddingsparrow.com

 

 

L’amore di Dio è serio, perché suscita la nostra libertà e rischia, fidandosi di essa.

Corre il rischio che essa dica di no, condannando se stessa alla rovina e al fallimento.
E’ serio, perché ci mette in guardia contro questo rischio, parlandocene apertamente, avvisandoci della dannazione irreparabile a cui andiamo incontro, se ci ostiniamo nel rifiutare l’amore.

E’ serio, perché quando l’uomo ha effettivamente detto di no col peccato, Gesù si è avvicinato all’uomo peccatore, ha preso su di sé il dramma del peccato e della morte, è diventato un amore maltrattato e crocifisso, per liberare l’uomo dal peccato e restituirgli la possibilità di dire di sì all’amore e di testimoniare l’amore presso i fratelli.

La contemplazione, l’ascolto della Parola, l’eucarestia non raggiungono il loro pieno valore, se non ci portano a scoprire la serietà delle nostre scelte libere, il dramma in sé irreparabile del nostro rifiuto, l’amore di Dio che perdona persino il peccato e ci affida di nuovo il compito di amare.

+ Carlo Maria Martini
Parole per l’anima
Immagine dal sito weddingsparrow.com

 

 

tumblr_os9jyz54Zw1qarjkmo1_500-weddingsparrow.com

Il prodigio stava nelle parole rivolte dal condannato al cielo: di perdonare gli uomini e le loro leggi.
‘Non sanno quello che fanno’.
E’ così, non lo sanno mai.
Il condannato chiedeva assoluzione per i suoi carnefici, incapaci di intendere le loro stesse azioni.
Non esiste formula più esatta a proposito dell’opera umana: ignara di se stessa.
E disse, a ricalco della divinità che aveva fondato la nuova fede nel monoteismo. E disse: ‘Perdona’.

 

Non disse: ‘Io perdono’, ma lo chiese per loro.
Non contava il suo, serviva l’altro.
Per chi ha fede di credere, il guasto commesso non si ripara in terra.
Spetta alla divinità rimettere i debiti ai debitori.
Il prodigio sta che non può farlo da sola, serve la voce e la richiesta dell’offeso.
Per questo la parola è il più prezioso arnese degli oppressi.

Erri de Luca
Il più e il meno


Il più e il meno

Quando si tratta di Erri de Luca, ogni parola aggiunta è inopportuna.
Bastano le sue (anche se lui non ne è mai certo: proprio per questo forse).

il-piu-e-il-meno

 

“ I nodi sono fatti per essere poi sciolti.
..
Ho saputo da me che per scrivere bisogna stare sgomberi, sfrattati, come alloggi in cui arrivano le storie, a carovane zingare in cerca dello spazio di nessuno.
..
Avevo saputo quel giorno la notizia certa che la scrittura era campo aperto, via di uscita.
Poteva farmi correre dove non c’era un metro per i piedi, mi scaraventava al largo mentre me ne stavo schiacciato sopra un foglio.
Sono uno che si è messo a scrivere da quel giorno, per forzare le chiusure intorno.
..
Il lettore trascina autore e storia nel suo maltempo o in villeggiatura, lo fa sedere accanto, e mentre legge, anche rimpasta.
Ricevere da un libro è azione attiva quanto quella di scriverlo.
Da lettore so che spetta a me portare a finitura quello che sto leggendo, combinandolo con la mia esistenza.”

Erri de Luca


L’ascolto

Staffa è il nome del più leggero e piccolo osso del corpo umano.

Sta nell’orecchio e dalla sua cavità passa il sonoro.

Altri ossicini accanto hanno nomi di arnesi: incudine, martello.

L’ascolto è più officina che sala da concerto.

Poi il suono attraversa una serpentina di nome labirinto, trova l’uscita e arriva al cervello, fine della corsa.

L’ascolto è un’onda che non torna indietro.

Nel corso di lavori scassa timpani ho potuto isolarmi.

Nell’osso labirinto del mio orecchio vive un Minotauro che sbrana i frastuoni.

Ma, se una musica viene da fuori o da dentro,  allora le lascia il passaggio, che vada a scorazzare per il cranio.

Erri de Luca

La musica provata

Feltrinelli


Dedicato__ErrideLuca


Il confine

Colui che si sente malinteso dal cielo, porta con sé il confine.

Ovunque si trovi, è al bordo della specie umana e reagisce da propaggine remota: tace a Dio.

Anche nell’ultima frase pronunciata, consentendo l’equivoco sui suoi sentimenti, si nega.

 

 

Erri de Luca

Una nuvola come tappeto

Feltrinelli


Coro _ 3

Da qualunque distanza arriveremo, a milioni di passi

quelli che vanno a piedi non possono essere fermati.

 

Voi siete l’alto, la cima pettinata del pianeta,

noi siamo i piedi e vi reggiamo il peso.

 

Lastrichiamo le strade, spaliamo la neve,

allisciamo i prati, battiamo i tappeti

 

raccogliamo il pomodoro e l’insulto,

noi siamo i piedi e conosciamo il suolo passo a passo.

 

Non potete sbarazzarvi di noi,

Uno venuto molto prima ha detto:

 

a nome di noi tutti: ‘Va bene, muoio,

ma in tre giorni resuscito e ritorno.

 

 

 

Erri de Luca

Solo andata _ righe che vanno troppo spesso a capo

Feltrinelli


Stasera

Sono stasera insieme a voi per dire:

in questa sala siede una quota di assassini,

di ladri, di bugiardi, di suicidi

e io sono fratello di ogni peggio

che sta in un uomo, dentro di me e in ognuno,

da fratello gemello.

Non sono il giudice del figlio di mio padre,

non sono il suo guardiano.

Amo chi d’improvviso si vergogna

butta le mani in faccia

e così sconta.

Stasera tra di noi io amo l’ubriaco

che perde la via di casa.

 

 

Erri de Luca

Solo andata _ Righe che vanno troppo spesso a capo

Feltrinelli

 


Casa

Dietro la curva la ritrovo,

ancora c’è, la casa, non crollata, bruciata.

E’ vecchia, più di me,

la rinnovai quand’ero anch’io nel tempo del rinnovo.

Crollasse non mi morderei le mani

e non imprecherei di stare senza.

Sono in tempo a viandare,

bagaglio scarso ribussare a porte,

non possedere chiavi.

Devo questo alle storie, di bastarmi,

pur’io bastare a loro.

Con lapis e quaderno posso scrivere pure quando gela

l’inchiostro nella penna.

E’ stata la porzione a me assegnata,

eredità che non si può ricevere e lasciare.

Di questo sono fatto, di pagine sfogliate

e poi riposte.

 

 

Erri de Luca

Solo andata _ Righe che vanno troppo spesso a capo

Feltrinelli

 


Coro

Gli uomini hanno lasciato le preghiere a terra,

del viaggio non ha colpa il Dio di ognuno.

 

Nessuna invocazione, supplica di aiuto,

da qui solo un saluto al re dell’universo.

 

Se eravamo a terra in queste notti cantavamo

per le mandrie portate in altopiano.

 

Tenevamo lontani i leoni con il canto,

le donne curavano il fuoco nel cerchio di pietra.

 

Qui non si posa in terra l’ombra dei nostri corpi,

siamo polvere alzata, un odore di aceto in una fiasca vuota.

 

Siamo deserto che cammina, popolo di sabbia,

ferro nel sangue, calce negli occhi, un fodero di cuoio.

 

Molte vite distrutte hanno spianato il viaggio,

passi levati ad altri spingono i nostri avanti.

 

 

 

Erri de Luca

Solo andata _ Righe che vanno troppo spesso a capo

Feltrinelli

 

 


[..] Cent’anni di schiena piegata

non hanno insegnato a leccare la mano.

 

 

Erri de Luca

Solo andata _ Righe che vanno troppo spesso a capo

Feltrinelli