Spaccio

La poesia e lo spirito


Immagino spacciatori di umiltà, gente che diffonda clandestinamente la virtù, giustamente proibita in un mondo di sfrenati antagonismi. La polizia cercherebbe di arrestarli, considerando il reato tra i più gravi: ignorare il diktat di contendersi tutto, di farsi le scarpe per dovere, di sparlare gli uni degli altri per principio, sarebbe intollerabile in un regime di palloni gonfiati. Considerare l’altro superiore a se stesso è uno stridente anacronismo, un cascame religioso da lasciare alle vecchiette col rosario e ai nonni rimbambiti.
L’umiltà, diciamolo, è una sostanza allucinogena, che provoca la visione sovversiva delle cose come stanno.

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I dimenticati

Bisognerebbe scrivere il libro dei dimenticati: le persone a cui nessuno bada, anzi, che in genere vengono evitate, come avessero un marchio d’insignificanza, un grigiore intrinseco, invincibile, l’assoluta incapacità di emergere sul palcoscenico del mondo. Li riconosci perché stanno in silenzio, come se non avessero diritto alla parola, e in disparte, perché attenti a non […]

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109. Di lì a poco

La poesia e lo spirito


Non che la vita non fosse piena di sorprese: ma l’asse portante si era rovesciato, dall’esterno all’interno. Da bravi introversi, eravamo sempre più a contatto con gli archetipi, e principalmente con l’Archetipo del Sé, il Cristo. Il nostro, con Lui, era un dialogo continuo, serrato, come se avessimo compreso che la chiave si celava in questo trait d’union, nell’aggancio di ogni cosa a Lui, che dava senso, forma, proporzioni al tutto. Cos’era il peccato, se non il distacco tra l’esperienza e Cristo? Non era precisamente questa l’intersezione con la colpa originale? Non nasceva da qui la superbia diabolica – dunque, etimologicamente, divisoria – che aveva prima innalzato l’uomo nell’euforia di un’indipendenza senza limiti, sprofondandolo, poi, nell’angoscia di un amaro isolamento?
Sentivamo Gesù presente, in ogni istante, interlocutore attento, delicato, sempre pronto a soccorrerci nelle nostre défaillances, nei momenti di rabbia o di sconforto. Tornava l’idea fondamentale che nell’amore…

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Pesi

La poesia e lo spirito


Se ognuno sapesse quanto pesa sugli altri, proverebbe un desiderio di sparire. Sarebbe utile stimare, con un’apposita bilancia, il carico di aggressività, di incomprensione, di volgarità, di mancanza di tatto che incombe quotidianamente sul genere umano. Di fronte alle cifre precise di un imparziale tabulato, immaginando i nostri simili e noi stessi tramutati in bestie da soma, avvertiremmo un senso di pietà e di fratellanza, come avviene, a volte, in tempo di guerra.
Ogni mattina, invece, come niente fosse, scarichiamo sulle spalle degli altri tonnellate di rifiuti tossici, senza l’ombra di un rimorso.
Ci sono casi in cui ciò è perseguito con malizia, come fosse una sorta di sfogo personale, una riparazione d’ingiustizie, di torti subiti, magari, nell’emisfero opposto, ma che importa? L’essenziale è che qualcuno paghi, che la sofferenza si diffonda, perché una volta ferito, non accetto che ci sia chi possa uscirne illeso, più felice di me, o…

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Salva L’Anima, di Fabrizio Centofanti

Anch’io prediligo gli ultimi e li ringrazio perchè Dio ‘urla’ in loro, arricchendoci. Grazie!

La poesia e lo spirito

Salva L'Anima
di Riccardo Ferrazzi

Federico Garcia Lorca aveva una predilezione particolare per i gitani. Da poeta, vedeva in loro il simbolo della libertà, una libertà così totale da non aver bisogno di uno scopo. Anzi, una libertà che vuole essere scopo a se stessa perché qualunque altro scopo imporrebbe delle regole, e allora dove andrebbe a finire la libertà?

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30. Un peccato così grave

Grazie 🙂

La poesia e lo spirito

da qui

Sceso dal monte del tuo non-discorso sei circondato ancora dalle folle. Ecco che cosa è impossibile che manchi, che è vero prima che succeda, perché la gente accorre dove trova ciò di cui ha bisogno, e se ignorasse l’esistenza del Messia, lo troverebbe in un luogo, un evento, una persona, così come il lago di Genesaret riflette le nuvole e la costa, come un dio minore parla d’eternità anche se tace.

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