La settimana di Grazia con Lui

 

 

 

Nel Tuo abbandono è abbracciato l’infinito dolore del tempo:
e custodia è il silenzio del Padre, cui affidi l’ultimo rantolo della Tua vita che si spegne.
La consegna che fai di Te alla morte, l’estrema consegna dello Spirito a Dio, sono rivelazione dell’abissale
consegna di Chi non ha risparmiato il Suo unico Figlio, ma lo ha dato per tutti noi.
Trinità del dolore, Dio rivelato e nascosto nelle tenebre del Venerdì Santo, accogli anche il nostro dolore,

la sofferenza di questo tempo senza patria, e speranza, e destino.
E nell’abisso dove il Tuo silenzio incontra il nostro, il corpo trafitto dell’Innocente che muore
raggiunga le ferite dell’anima, perché la nostra morte divenga la Sua, e la Sua divenga la nostra.

 

 

Signore Gesù, Dio crocifisso e Uomo dei dolori,
la Tua morte non è l’atea morte di Dio: è invece l’ora della morte in Dio.
Ti accolgono le braccia del Padre. Vi unisce e separa lo Spirito, consegnato nell’ultimo istante.
E’ così che Tu entri nella compagnia dei senza Dio, appeso all’albero di maledizione, solidale con i morti e i senza speranza di questo mondo.

Nessuna solitudine sarà ormai così sola da non essere raggiunta da questo Tuo abbandono: dove tutto è compiuto, i senza Dio e i maledetti da Dio trovano le ragioni della loro speranza, perché Tu sei con loro.

Dio crocifisso, la Tua morte è la morte della morte: nel grido dell’ora nona, la speranza rinasce alla vita.
Donaci questa certezza, più profonda di ogni evidenza, che nella custodia del cuore paterno c’è posto con Te per ognuno di noi.

Via Crucis del ‘secolo breve’
Card. Camillo Ruini – Bruno Forte

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