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Mentre nelle chiese di Firenze si celebrava il Venerdì Santo, una voce corse per le vie come un lampo: ‘hanno ammazzato il figlio di Gualberto dei Visdomini!’.

Nella casa antica e ricchissima messer Gualberto ricevette con cupa disperazione la notizia.

‘E’ avvenuta una rissa – gli diceva un servo in livrea scampato per miracolo all’eccidio – ci hanno circondati e, prima che potessimo renderci conto di quel che accadeva, il vostro nemico  si gettò sul vostro figlio e lo trafisse’.

Ser Gualberto si strappò il farsetto di velluto, si percosse con violenza la testa ed il petto e scoppiò in un pianto disperato.

Il suo secondo figlio, Giovanni, era accanto a lui.

Con occhi torvi cinse la spada al fianco, fece un cenno ai suoi scudieri e disse al padre: ‘Vado a vendicarvi’.

La piccola schiera armata uscì fuori di Porta San Miniato, imboccò la strada che si inerpicava tra gli ulivi e i cipressi. La casa del nemico era poco distante.

Ad una svolta videro un’ombra che cercò di fuggire. Gli furono sopra.

Giovanni non seppe mai perché in quell’ora l’uccisore di uso fratello si trovasse solo e fuori casa. Forse non aveva creduto possibile una vendetta così fulminea.

Giovanni circondato dai suoi, gli fu addosso e l’assassino con il terrore negli occhi non ebbe nemmeno la forza di gridare, solo trovò la forza per sussurrare:

‘Per amor di Cristo…’.

E Giovanni in quell’uomo dalle braccia spalancate che aspettava la morte, vide Gesù. Era il Venerdì Santo … la sua mano esitò, poi, con gesto rapido gettò lontano la spada e fissando il suo nemico ripetè: ‘Per amor di Cristo..’.

Poi solo salì alla Chiesa di San Miniato che risplendeva sul collo.

Dentro nell’ombra delle severe arcate romaniche un’altra figura apriva le braccia, la figura di un grande Crocifisso morente.

Giovanni si inginocchiò e guardandolo capì di non essere stato un vile perché anche Lui, il Cristo, aveva perdonato; si gettò allora ai piedi di un sacerdote che aveva ancora i tratti del Signore con le braccia spalancate e quel volto, quel perdono e quell’amore per tutti quelli che il Signore gli aveva fatto incontrare.

Ritiratosi nella foresta toscana di Vallombrosa fondò tra gli alberi l’Abbazia che ancora custodisce il suo corpo.

Siamo all’inizio della Settimana Santa, dando la mano a Maria, Maestra di vita spirituale, stiamo con Lei presso la Croce, guardiamo Gesù e lasciamoci guardare da Lui e torniamo a imparare la magnifica lezione del perdono.

Ne abbiamo tutti un gran Bisogno!

 

dG. Alba