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La ripetizione delle azioni e delle parole rappresenta gran parte della vita di ciascuno.

Tuttavia,nessun gesto e nessuna parola sono mai uguali a se stessi.

Vi è in essi una irrepetibilità, che dovrebbe essere percepita come appello rivolto alla nostra responsabilità.

Ma azione ricorrente per noi non è il progresso verso il bene, ma il ricadere nella rete delle debolezze …

Il nostro camminare assomiglia a un ricadere all’indietro, risospinti dal peso di abitudini acquisite nel corso del tempo e sovente assecondate.

In questo contesto la cosa più difficile non è prendere una seria determinazione di cambiamento, ma perseverare nel fragile sforzo di superare condizionamenti e resistenze, che bloccano ogni seria volontà del progresso.

La cosa più difficile non è tanto rialzarsi, ma credere nella reale possibilità di cambiamento, che vinca finalmente quella sterile ripetizione di gesti e parole di morte.

 

don Alessandro de Sortis