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Io non la conoscevo pur vedendo spesso la sua statua al santuario di Fontanellato, poi mi sono imbattuta nel suo ‘patronato’ e infine ho scoperto una devozione tutta sua …. Così condivido, ma prima ve la presento😉

 

LA BEATA BAMBINA

IMELDA LAMBERTINI (1320-1333)

 

‘La santità non consiste nel fare cose straordinarie,

ma nel fare straordinariamente bene le cose ordinarie’.

Beato Luigi Monza

 

 

 

beataImeldaLambertiniMaria Maddalena, questo il vero nome di Imelda Lambertini, è una religiosa annoverata tra i bambini e adolescenti che la Chiesa ha elevato agli onori degli altari.

L’essere santi non è un privilegio di pochi, ma una meta per tutti, senza limiti di età o condizione sociale.

I ragazzi in particolare e i bambini non sono mai mancati nella storia della santità cristiana; anche se, per un lungo periodo, la Chiesa ha preferito non proclamare santi o beati dei bambini.

Gli ultimi pontefici hanno in qualche misura modificato l’orientamento dando un’accelerazione alle cause già in corso riguardanti i bambini e gli adolescenti.

Tra questi si ricordano i beati Giacinta Marto – 10 anni- e Francesco Marto -11anni-, veggenti di Fatima in Portogallo; il beato Nunzio Sulprizio -19anni- di Napoli; il beato Pedro Calungsod -18anni- martire filippino; la beata Laura Vicuna -13 anni- cilena; san Domenico Savio -15anni- oratoriano di don Bosco; s. Maria Goretti -12anni- di Nettuno in provincia di Latina.

Prima di loro i più noti della storia della Chiesa sono stati s. Tarcisio, s. Vito, s. Pancrazio, s. Agata e s. Agnese.

 

Della beata Imelda poco conosciamo, se non il miracolo eucaristico che la vide protagonista e che segna il termine della sua breve vita, durata dodici anni, avvenuto mentre la piccola riceveva la santa comunione.

Era la figlia dei conti Lambertini, nobili illustri e di virtù,

la contessa disperata perché non aveva figli, pregò con fervore perché le venisse concesso di avere una bambina e, come si dice, ottenne tale grazia dal cielo per mezzo del santissimo Rosario, del quale era devotissima.

 

Maria Maddalena nacque nel 1320.

La piccola rimaneva molto tempo sulle ginocchia di sua madre, per imparare le prime preghiere. Era molto devota alla Madre di Dio e, soprattutto, alla santa eucarestia.

Trascorreva molte ore davanti al tabernacolo, come estasiata e spesso si allontanava dalle feste di famiglia e se ne andava nella cappella del palazzo, preferendo al trambusto il fascino di quel piccolo altare, che lei stessa curava e adornava con fiori.

 

A nove anni venne mandata dai genitori a studiare dalle suore domenicane di val di Pietra in Bologna. Imelda iniziò a chiedere al cappellano delle suore il permesso di ricevere la santa comunione.

Il sacerdote quasi la derise, dicendole : ‘Bambina, hai appena nove anni! Per ricevere il Santissimo Corpo di Cristo devi compiere quattordici anni’.

Ma la piccola replicò: ‘Io amo Gesù Eucarestia, il mio cuore brucia dal desiderio di ricevere Gesù Eucarestia al più presto’.

E le suore: ‘Imelda, non fare capricci!’.

La piccola però insisteva a tal punto che il cappellano la dovette riprendere severamente. Com’è noto, ricevere la comunione eucaristica non era permesso in quei tempi prima di aver compiuto i dodici anni, ma la piccola Imelda aveva un solo desiderio, quello di ricevere l’Ostia consacrata.

Per questo motivo attendeva con ansia il giorno più felice della sua vita, ed era così grande il concetto che aveva dell’eucarestia che non riusciva a capire come non si potesse morire d’amore nel ricevere il Pane degli Angeli.

 

Ecco come avvenne nell’anno 1333, il 12 maggio, vigilia dell’Ascensione. Imelda si reca alla Santa Messa, come di consueto. Al momento della comunione si presenta ai piedi dell’altare. Il celebrante non appena la vede, con gesto irrispettoso verso chi chiede il Corpo di Cristo, le fa segno di andarsene, ma la Lambertini non si muove.

Il cappellano scende i gradini dell’altare per distribuire la comunione ma succede un miracolo inatteso.

La prima Ostia che prende tra le dita gli sfugge, vola in alto, ondeggiando come una farfalla, diventa luminosa e, spostandosi, si ferma sopra il capo di Imelda, appena dodicenne.

Il celebrante turbato, considera tale prodigiosa manifestazione segno della volontà del Signore.

Si avvicina a Imelda, avvolta dalla luce del Corpo eucaristico, richiama Gesù eucaristico a tornare Ostia normale. Discesa l’Ostia sulla patena, egli la depose sulla lingua di Imelda, che l’attendeva spasmodicamente.

Non appena lo Spirito eucaristico del Signore le inondò il cuore, la piccola Imelda chiuse gli occhi a tutte le cose esterne, congiunse le mani e spirò in un’estasi d’amore.

Quale il ruolo degli angeli in quella ‘manifestazione’ miracolosa?

L’Ostia, da se stessa, non volò via dalle dita del celebrante, benché sotto le apparenze essa contenesse il Santissimo Corpo del Cristo glorificato, ma furono gli angeli a toglierla dalle dita del sacerdote, la sollevarono in alto e col concorso dello Spirito Santo si glorificarono le specie che divennero luminose.

Gli angeli poi, portarono l’Ostia al di sopra del capo della piccola Imelda.

Ciò per far comprendere al celebrante che Gesù considerava legittima la richiesta della Lambertini di ricever il glorioso Corpo eucaristico.

E al richiamo fatto a Gesù Eucarestia da parte del sacerdote, gli angeli la deposero sulla patena offerta, sulla quale le specie si rimaterializzarono.

 

Il culto per la beata Imelda Lambertini si è diffuso di pari passo con la crescente devozione eucaristica in tutto il mondo.

E’ la protettrice dell’azione cattolica italiana e dei bambini che si accostano alla prima comunione.

Il miracolo eucaristico l’ha resa modello della devozione eucaristica.

Il padre Giocondo Pio Lorgna ha messo sotto la protezione della beata la congregazione da lui fondata, le Suore Domenicane della Beata Imelda, che si occupano di pastorale parrocchiale, scolastica e giovanile per ‘amare e far amare Gesù Eucarestia’.

 

 

Angeli e mistiche

Marcello Stanzione – Myriam Castelli