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interminomaris.--.

 

Talora presumiamo di avere già raggiunto la perfetta nozione di ciò che Dio è o fa. Grazie alla Rivelazione sappiamo di Lui alcune cose certe che Egli ha detto di sé, ma queste cose sono come avvolte dalla nebbia della nostra ignoranza profonda di Lui.

Non di rado mi spavento sentendo o leggendo tante frasi che hanno come soggetto ‘Dio’ e danno l’impressione che noi sappiamo perfettamente ciò che Dio è e ciò che Egli opera nella storia, come e perché agisce in un modo o in un altro.

La Scrittura è assai più reticente e piena di mistero di tanti nostri discorsi pastorali. Preferisce il velo del simbolo e della parabola; sa che di Dio si può parlare solo con tremore e per accenni, come di ‘Qualcuno’ che in tutto ci supera.

Gesù stesso non toglie questo velo, Lui che è il Figlio: ci parla del Padre, ma ‘per enigmi’, fino al giorno in cui svelatamente ci parlerà di Lui.

Questo giorno non è ancora venuto, se non per anticipazioni che lasciano ancora tante cose oscure e ci fanno camminare nella notte della fede.

 

+ Carlo Maria Martini

Cercare _ L’inquietudine della fede

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