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Angeli,

voi siete la lacrima che non si vede.

Voi siete quel gioco di sospiri

che l’uomo non dice,

un germe senza parole.

Entrate nelle nostre dimore

come carezze velate

e avete sempre alle spalle la tenebra.

Divini seduttori,

voi acquietate la fronte

e vi imprimete il sigillo della povertà.

Quanto è dolce l’anima

che si misura con il vostro perdono,

come diventa bambina la voce di chi soffre.

Come entrate nell’alveo dei sogni

e ne togliete il pargolo prediletto.

Quel divino fanciullo

che avete portato sulla terra

e messo nel cuore di ognuno di noi,

sicchè noi ogni giorno godiamo

di questa natività.

Sicchè noi tutti uomini

ogni giorno partoriamo un figlio.

Il nostro cuore è il suo nido prediletto,

e lui come una rondine nata ferita

si mette al fianco del nostro pensiero.

 

 

Alda Merini

Padre mio