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Voi che siete oppressi

ed esaltati nel male

ricordate che eravate violini

pronti a suonare

le ragioni del mondo.

Poi qualcuno,

un demone assurdo di sacrificio,

vi ha troncato le ultime parole.

Ahimè, poveri vetri infranti

che siete finiti in mille pezzi

e non sapete più ricomporvi.

Ma il mio sguardo d’amore

tornerà a ridarvi armonia.

 

Non odiate i vostri nemici:

essi hanno contribuito a far sì

che voi incontraste il Maestro

e leggeste nei suoi occhi

le pagine del Vangelo.

Io metterò le mie forze

al vostro servizio

e sarò un Dio di infinita dolcezza.

Io ricucirò i vostri panni disgiunti,

ricongiungerò le vostre mani

che sono state divaricate.

Non pregate Dio che vi ridoni

ciò che avete perduto:

ciò che avete perduto è tesaurizzato in cielo,

è là che vi attende.

Intanto Dio vi dà un’immensa ricchezza,

quella del dolore,

il dolore è tenebra e forza,

perché il dolore è una guida

al di sopra di voi:

è il fiato di Dio,

a cui niente potrà resistere.

 

La fede è il bastone che Dio mette in voi,

perché si attorcigli nei vostri corpi

la pianta della felicità.

E beati voi,

che avete il dono delle sante lacrime,

e se anche le trovate ingiuste

agli occhi di Dio

appariranno rugiada

che farà crescere rose

nella vostra carne.

Beati voi che piangete

e vi santificate per gli altri

e siete maledettamente storpi nel corpo

ma dritti nello spirito.

Non siate servi ma vincitori:

andate oltre l’odio dei vostri nemici,

molto oltre,

perché le vostre lacrime

hanno preparato le vie del Signore.

 

 

Alda Merini

Cantico dei Vangeli