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Ci sono anfore che contengono vino … anfore che contengono acqua … e anfore che contengono storie.

Le mie anfore contengono storie che l’acqua mi racconta ogni volta che mi fermo ad ascoltarla. Non ci credete? Eppure è proprio così!

L’acqua ha una voce meravigliosa che non è sempre uguale; la pioggia, ad esempio, racconta storie cantando. L’acqua dei torrenti, invece, le racconta velocemente e spesso si scusa di non potersi fermare per fare due chiacchiere con calma.

Al contrario, l’acqua del pozzo mi regala tutto il tempo necessario a narrare storie ricche di particolari e descrizioni … storie che pesca dal cuore del mondo e che portano pace a questo mio cuore.

Ormai tutti, nel villaggio dove abito, sanno che le mie anfore contengono storie e per questo motivo i bambini mi corrono incontro e mi chiedono pieni di curiosità: ‘Cosa ti ha raccontato oggi l’acqua?’.

Quasi nessuno mi chiama con il mio vero nome, che è Tamar, quasi tutti mi chiamano invece, ‘Voce dell’acqua’ e a me questo soprannome piace molto …

Sento che viene pronunciato con affetto, con amicizia, perché a tutti, piccoli e grandi, piace ascoltare ciò che l’acqua ha da dire!

Le sue sono sempre storie ricche di saggezza, che hanno molto da insegnare.

E soprattutto sono storie ricche di bene, perché l’acqua le impara alla sorgente della vita … e la sorgente della vita è il Creatore del cielo e della terra.

Tra tutte le mie anfore ce n’è una alla quale sono molto affezionata e che conservo come un grande tesoro, perché c’è dentro la prima storia che l’acqua mi ha raccontato, tanti anni fa, quando ero solo una bambina e ogni tanto aiutavo mia madre andando a prendere l’acqua al vecchio pozzo del villaggio.

Sono sincera: non mi piaceva fare quel lavoro, perché dovevo percorrere un pezzo di strada sotto il sole, la sabbia scottava sotto i piedi e al ritorno l’anfora pesava parecchio!

Ma obbedivo … e andavo comunque!

Una volta all’anno prendo questo prezioso contenitore di terracotta, lo pulisco con le mie carezze, poi lo porto con me e mi siedo sulla vecchia panca fuori dalla porta della mia casa e lo appoggio sulle  mie ginocchia. A quel punto aspetto.

So che chiunque passerà dalla mia casa, vedendomi con quella piccola anfora tra le mani, mi sorriderà e poi si fermerà accanto a me.

Ci saranno donne, uomini , giovani e anziani e ci saranno tanti bambini che pian piano si fermeranno accanto a me e a quel punto potrà raccontare, ancora una volta, la prima storia che mi narrò l’acqua.

Per tutta la durata della storia piccoli e grandi ascolteranno in silenzio; i contadini appoggeranno a terra gli utensili del loro lavoro e si toglieranno il cappello e … alla fine qualcuno si inginocchierà e qualcun altro lascerà scorrere una lacrima di commozione.

La mia piccola anfora di terracotta, infatti, contiene la storia di una stella piccola e timida, una stella che si nascondeva spesso dietro le nuvole dicendo loro di avere tanta paura: paura di cadere dal cielo sulla terra.

Tutti cercavano di farle coraggio … la luna, le altre stelle, il vento … e le nuvole, ogni tanto, si spostavano per permetterle di specchiarsi in un mare o in un lago e le dicevano: ‘Guarda come sei bella! Brilla più che puoi e non aver paura!’. Ma lei subito tornava a nascondersi dietro di loro e rispondeva: ‘No, no … Ho troppa paura di cadere e di fare male a qualcuno!’.

Un giorno in cui la stellina aveva più timore del solito e la sua luce era debole debole, il Creatore la prese tra le mani proprio come il giorno in cui l’aveva creata all’inizio di tutti i tempi e di tutte le cose.

La stellina stava bene tra quelle mani calde di amore e disse : ‘Come vorrei sentirmi sempre così! Come vorrei non avere più paura di cadere sulla terra e di fare male a qualcuno! Come vorrei avere la forza di brillare meglio che posso, per dare una mano alle stelle e alla luna ad illuminare il cielo di notte. Come vorrei sentirmi sempre così …’.

Il Creatore sorrise e accarezzò la stellina e le disse: ‘Ma tu puoi sentirti sempre così, se pensi a tutto l’amore che io provo per te! Ma devi pensarci sempre, in ogni attimo! Perché in ogni attimo sei amata! E ora vai … C’è bisogno di te per illuminare la notte più importante della storia e indicare la strada a tanta gente! Vai stellina, e mentre vai: sentiti amata!’.

La piccola stella non poteva sapere cosa fosse ‘la notte più importante della storia’ … ma andò e provò a brillare … sempre più intensamente! E se le veniva un po’ di paura pensava alle parole del Creatore e sentiva una nuova forza dentro di sé che la faceva brillare sempre di più!

Tutti erano felici per lei! Luna, stelle, vento, nuvole … e lei si specchiava nei mari, nei laghi e nei fiumi senza paura perché sapeva che la sua bellezza era un dono del Creatore e non era giusto tenerla nascosta.

Neppure si accorgeva che la sua, ormai, era una luce che faceva alzare gli sguardi degli uomini e neppure si accorgeva che stava danzando di gioia e che gli uomini si muovevano seguendo la sua danza.

Ad un certo punto … ad un certo punto la stellina sentì un pianto.

Era il pianto di un neonato ed era infinitamente bello e colmo di tenerezza, al punto la piccola stella decise di andare ad ascoltarlo da vicino e iniziò a scendere dal cielo verso la terra e quella discesa non le fece alcuna paura. Tutti gli uomini seguivano il suo tragitto con lo sguardo e molti decisero di andare a vedere dove sarebbe finita quella luce e la ritrovarono sopra una povera stalla, dove un neonato piangeva tra le braccia della sua giovane mamma e sotto lo sguardo del suo papà.

La stellina illuminava ogni cosa e faceva brillare ogni specchio d’acqua, che fosse un piccolo torrente oppure l’acqua contenuta nelle anfore dei pastori e delle donne che pian piano arrivavano davanti alla grotta.

E tra tutta quella gente, quella notte, c’ero anch’io …

Tamar,ancora bambina e con la mia anfora piena di acqua tra le mani e quell’acqua, raccogliendo un po’ di luce della stellina, me ne ha raccontato la storia!

Ecco perché la mia piccola anfora, una volta all’anno, raccoglie attorno a  sé piccoli e grandi: perché ascoltando la storia della stellina tutti ricordano la notte che ha cambiato la storia, il pianto di un neonato che ha riempito il silenzio del mondo e l’amore infinito di Dio che si è fatto uomo e che continua a dirci: ‘Coraggio, non aver paura! Brilla più che puoi! Io sarò con te per sempre!’.

R. Galetti