Pastore grande delle pecore e custode delle anime

Papa Francesco nell’omelia di questa mattina per la canonizzazione di sei nuovi santi è tornato sulla denuncia fatta venerdì riguardo alla “vendita dei sacramenti” esortando i pastori ad essere “vicini” alle pecore loro affidate ed a non diventare invece “dei mercenari” che guardano al loro tornaconto personale.

 

“A questo riguardo – ha detto Francesco – il popolo di Dio possiede un fiuto infallibile nel riconoscere i buoni pastori e distinguerli dai mercenari”.

 

Per mettersi al riparo da un tale rischio, il Pontefice ha invitato a riflettere su “come Gesù ha realizzato il Regno “. L’esempio di Gesù, ha spiegato Bergoglio, è quello “della vicinanza e la tenerezza verso di noi“.

 

“Egli – ha detto il Papa- è il Pastore, di cui ci ha parlato il profeta Ezechiele con dei verbi che indicano la premura e l’amore del Pastore verso il suo gregge:

cercare,    passare in rassegna,     radunare dalla dispersione,

condurre al pascolo,    far riposare,     cercare la pecora perduta,

ricondurre quella smarrita,     fasciare la ferita,    curare la malata,

avere cura,     pascere”.

 

 

Secondo il Pontefice, “tutti questi atteggiamenti sono diventati realtà in GESÙ CRISTO CHE È DAVVERO IL PASTORE GRANDE DELLE PECORE E CUSTODE DELLE NOSTRE ANIME.

E quanti nella Chiesa siamo chiamati ad essere pastori, non possiamo – ha scandito – discostarci da questo modello”.

 

 

Papa Francesco

Omelia 23 novembre 2014

Rainews.it

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