Meglio i pugni che il terrorismo delle chiacchiere … e se a dirlo è il Papa ….

I religiosi sono chiamati a dare una testimonianza profetica di fraternità, meglio i pugni che il terrorismo delle chiacchiere: è quanto ha affermato Papa Francesco ricevendo i partecipanti all’assemblea nazionale della Conferenza Italiana Superiori Maggiori, conclusa oggi a Tivoli.

 

La prima esortazione del Papa ai religiosi è quella della testimonianza profetica di una vita evangelica.

La “profezia non è mai ideologica” – ha detto – “non è alla moda” e non è confronto con l’istituzione perché la stessa profezia “è istituzionale”, ma è “segno di contraddizione”.

E’, infatti, la santità che fa crescere la Chiesa:

“Perché davanti alla testimonianza di un fratello e di una sorella che vive veramente la vita religiosa, la gente si domanda ‘che cosa c’è qui?’, ‘che cosa spinge questa persona oltre l’orizzonte mondano?’. Questa direi è la prima cosa: aiutare la Chiesa a crescere per via di attrazione.

Senza preoccuparsi di fare proseliti : attrazione!”.

 

Non si tratta – ha aggiunto – di “combattere battaglie di retroguardia, di difesa”, ma di spendersi tra la gente, “che vive nelle periferie della storia”. E “un segno chiaro che la vita religiosa è chiamata a dare oggi è la vita fraterna”:

“Ma, PER FAVORE, CHE NON CI SIA FRA VOI IL TERRORISMO DELLE CHIACCHIERE, eh! Cacciatelo via! Ci sia fraternità!

E SE TU HAI QUALCOSA CONTRO IL FRATELLO, LO DICI IN FACCIA… Alcune volte finirai ai pugni, non è un problema : è meglio questo che il terrorismo delle chiacchiere”.

“Oggi – ha proseguito – la cultura dominante è individualista, centrata sui diritti soggettivi. E’ una cultura che corrode la società a partire dalla sua cellula primaria che è la famiglia. La vita consacrata può aiutare la Chiesa e la società intera dando testimonianza di fraternità, che è possibile vivere insieme come fratelli nella diversità … Perché nella comunità non ci si sceglie prima, ci si trova con persone diverse per carattere, età, formazione, sensibilità… eppure si cerca di vivere da fratelli”:

“Non sempre si riesce, voi lo sapete bene. Tante volte si sbaglia, perché siamo tutti peccatori, però si riconosce di avere sbagliato, si chiede perdono e si offre il perdono. E questo fa bene alla Chiesa: fa circolare nel corpo della Chiesa la linfa della fraternità. E fa bene anche a tutta la società”.

 

“Ma questa fraternità – ha osservato il Papa – presuppone la paternità di Dio e la maternità della Chiesa e della Madre, la Vergine Maria.

Dobbiamo ogni giorno rimetterci in questa relazione, e lo possiamo fare con la preghiera, con l’Eucaristia, con l’adorazione, con il Rosario. Così noi rinnoviamo ogni giorno il nostro ‘stare’ con Cristo e in Cristo, e così ci mettiamo nella relazione autentica con il Padre che è nei cieli e con la Madre Chiesa, la nostra Santa Madre Chiesa Gerarchica, e la Madre Maria. Se la nostra vita si colloca sempre nuovamente in queste relazioni fondamentali – ha concluso – allora siamo in grado di realizzare anche una fraternità autentica, una fraternità testimoniale, che attrae”.

Papa Francesco

7 novembre 2014

News.va

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