Beato Paolo VI°. Grazie!

papaMontini

Come non è vero che la fede sia un ceppo all’azione; anche a questo riguardo il contrario è vero:

la fede esige l’azione; è un principio dinamico di moralità (iustus ex fide vivit, l’uomo giusto trae la propria vita dalla fede, è un’espressione sintetica del pensiero di san Paolo (Eb.10,38);  e s.Giacomo, precisa:

‘La fede, senza le opere, è morta’. (2,17).

La fede è un’esigenza di azione, che sfocia nella carità, cioè l’operosità, mossa dall’amore di Dio e del prossimo.

Così non si sostiene lo sdegnoso rifiuto alla fede, quasi essa fosse un artificioso soporifero del dolore umano e un mito fallace, che aliena l’uomo dalla realtà della vita: essa è una verità, sì, splendida e consolante, perché ci rivela disegni mirabili della bontà divina, ma non per addormentare l’uomo nei suoi pericoli e nei suoi travagli; sì bene per dargli coscienza ed energia a sostenerli con virile fortezza.

Ecco: toglie la disperazione, lo scetticismo, la ribellione di cui l’uomo moderno, non più sostenuto dalla fede, oggi è pervaso; ma gli dà piuttosto il senso della vita e delle cose, la speranza nell’opera saggia ed onesta, la forza di soffrire e di amare.

Sì, serve a qualche cosa la fede, e quale cosa! La nostra salvezza.

Siatene sicuri, Figli carissimi, con la Nostra Benedeizione.

Papa Paolo VI°

5 giugno 1968

Annunci

Devi avere effettuato l'accesso per pubblicare un commento.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: