Promenade humaine

Aveva, albero,

disobbedito alla sua norma,

aveva

lui

tradito o altri

contrastato la sua forma,

deviato dal suo fine

la sua forza?

E ora era

Deforme

per errore

o cattiveria

di chi? Si logora,

si imbroncia.

‘Non piangere,

albero, non gemere’

gli gridano

le rondini

nei tuffi e negli affondo

del loro mulinello. ‘C’è

un’armonia più estesa

e misericordiosa

che abbraccia anche il tuo sgorbio,

lo modula, lo lima,

lo commisura

al suo perenne ritmo …’

Chi è, non è nessuno

ma c’è, onnipresente,

colui che raccoglie questo dialogo

e passa tra gli effimeri che passano

nel vento inesauribile del mondo …

 

 

Mario Luzi

La ferita nell’essere

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