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Cari bambini,

sto parlando di voi da un po’ di tempo a questa parte e non vi conosco.

Di voi so solo i vostri occhi, i vostri denti bianchi, i vostri gesti di immediata generosità.

 

Sono stata nella vostra terra molto tempo fa e ho sentito sulla pelle il vostro sole, quell’aria ferma che si incolla a quei colori, quel tutto così grande, così altro, così difficile da afferrare.

Sono venuta da voi con la testa vuota di voi e non vi ho visto perché non volevo vedere, non volevo sapere.

Molte vite fa, abbracciata alla mia mamma, non pensavo che il più piccolo di voi non aveva genitori.

Mentre venivo accompagnata verso il sonno, insieme a un adulto che vegliava su di me, un bambino si abituava ai calci in pancia per resistere alla strada, per allenarsi al suo futuro.

Mentre urlavo per un nuovo giocattolo, non conoscevo voi, germogli di querce, pelli di un’infanzia violata, giochi voi stesse, per adulti ubriachi di corruzione, che violentavano le favole trasformandole in paure.

Oggi che so, vi chiedo di ospitarmi,

di insegnarmi,

di salvarmi,

di spiegarmi.

Perché,

non ditelo a nessuno,

ma siamo noi,

ad aver bisogno del vostro aiuto.

 

Paola Albini

sceneggiatrice

 

 

Quaderno africano

a cura di Arnoldo Mosca Mondadori

Frassinelli

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