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Un sabato di autunno, durante un incontro del gruppo dei giovani della sua parrocchia, una ragazza di vent’anni annuncia:’Lunedì entro in clausura’.

Francesca, tornata a casa, le scrive di getto. Ha solo 17 anni, ma il suo cuore puro intuisce verità profondissime, e lei le esprime con parole ardenti. Le offriamo con amicizia alla tua meditazione, fiduciose che come un seme sparso in buon terreno, daranno frutti abbondanti.

Quando Francesca scrive questa lettera, si sono già manifestati in lei i sintomi di un tumore ed ella, ha già subito un intervento chirurgico e ha iniziato un doloroso ciclo di chemioterapia.

Dopo due anni da questa lettera, maturata dall’esperienza della Croce, è entrata nel Regno della Vita senza fine.

Monica, invece, continua con gioia il suo cammino terreno nella clausura del nostro Monastero.

 

Monache Domenicane

Monastero s. Giuseppe in san Sigismondo

Largo Bianca Maria Visconti _ Cr

 

andrejajdic

 

 

 

Carissima Monica, grazie per quello che sei e di conseguenza per quello che fai. Ancora grazie! Tornata a casa dall’incontro sono qui, coricata sul letto e sto piangendo mentre nella mente mi rimbombano le parole che hai pronunciate stasera: ‘Lunedì entro in clausura’.

Piango per commozione, per gioia, non lo so. So solo che sto piangendo e so solo che tu hai scelto.

Hai scelto bene: hai scelto di naufragare in un mare di luce e – come dice il Leopardi – ti sarà dolce, perché dolce è lasciarsi cullare ‘tranquilli e sereni come un bimbo svezzato in braccio a sua madre’; delicato è lasciarsi invadere e penetrare dalla Sua Presenza perché ti sublimi; dolce è affidarsi al Tutto con la fiducia di un bimbo e la coscienza di un uomo che ha creduto e ha fatto della speranza una certezza; soave è prenderlo per mano come un amico, un compagno di viaggio; stupendo è sussurrargli a fior di labbra: ‘Papà’; sublime è cantare lode al Gran Re.

Monica, sei eccezionale: hai detto sì, hai avuto il coraggio di dire un sì eterno.

Un sì intero. Un sì fatto non di compromessi: hai accettato di stipulare il patto d’alleanza con il tuo, il mio, il nostro Dio.

All’invito di Gesù: ‘Vieni e seguimi’ hai risposto con un ‘sia fatta la Tua volontà’. Per tutta la vita hai deciso di saziarti con il Corpo e il Sangue di Cristo, perché hai capito che solo nell’Ostia, solo in quel pezzo di pane consacrato si racchiude la vita, il mistero più grande di salvezza.

E al centro di questo disegno vi sta l’uomo; l’uomo è centro della storia, del paesaggio cosmico e centro dell’uomo è Dio.

L’uomo piccolo, povero, ricco solo di difetti e peccati, ma con una voglia smisurata di redenzione, con un desiderio ardente di riabbracciarsi con Suo Padre, con una passione ed un impeto di vivere con Lui, in Lui e per Lui.

Monica, hai detto sì, hai avuto l’intelligenza di rispondere sì.

Hai scelto di vivere Cristo in Monastero.

Non è importante il luogo, importante è scegliere Lui, importante è stare con Lui e non abbandonarLo.

Sarai grandissima Monica, dietro le grate: quella grata che separa voi dal resto del mondo, che vi distoglie dalle cose futili e vane perché possiate meglio rivolgere la vostra attenzione a Lui.

E Lui, il Dio che hai scelto, è un Dio geloso che non ci sta, che non è disposto a venire barattato per una Sua creatura poiché Lui è il Creatore.

Se noi ci stupiamo di fronte alle creature, non dovremmo forse inginocchiarci per pregare il Creatore? Nel silenzio, Monica, tu hai scelto di stare con Colui che ami, hai scelto di farti ancora monaca di clausura per parlare tutto il giorno con Lui. E Lui parla solo nel silenzio, quando il nostro cuore tace, la nostra mente non è adombrata, ecco: Lui ci parla.

Hai scelto la vita per vivere e per far vivere e di questo ti ringrazio!

Hai fatto tua la follia della croce: hai scelto di sposare l’Uomo più difficile ma contemporaneamente più facile da amare, più esigente ma più misericordioso, più padrone ma più servo, più Gran Re ma più Padre; e più ti farai sua prigioniera, più sarai libera perché libertà è vivere Cristo, è vivere l’Amore.

Hai sposato un Crocifisso! Non scordarlo!

Ricordi a La Verna p. Eugenio quando disse: ‘L’equilibrio del mondo è la croce?’.

Riportava le parole di s. Francesco. Pitagora e i suoi seguaci pensavano che l’equilibrio del mondo fosse un numero. Altri, dopo di lui, ritennero che la realtà fosse affidata al caso. Ci volle un pazzo – pazzo perché santo – a capire che il perno attorno al quale ruota l’intera è una croce, un Crocifisso.

E’ così: è attorno all’Amore che noi gravitiamo.

Dio, Cristo sulla croce, ci apre le braccia; non scordiamo però che sono inchiodate.

Monica, avrai sofferto, avrai pianto per raggiungere e fare questo passo. Mi sento un verme nei tuoi confronti. Sappi però – anche se oralmente non ti ho mai detto nulla – appena l’ho saputo (due mesi fa) ho pregato per te offrendoti le mie ultime tre cure a Bologna, te le ho offerte col cuore e sappi che ora tornerei indietro e le rifarei solo per offrirle a te in segno di ringraziamento.

La sofferenza per la mia rigidità al ginocchio, Monica, sappi che sarà offerta per te e tramite te, raggiunga Lui.

Monica se ora o in futuro dovrai sopportare delle prove, sappi che Lui le ha già vinte e tu ci hai creduto e sarò proprio per la tue fede riposta in Lui che avrai la vita eterna. Hai deciso di dimorare ‘all’ombra dell’Onnipotente per trovare rifugio dalle insidie del male’.

La grandezza del tuo gesto sta nell’aver scelto di abitare in Lui nella Sua casa, perché l’hai desiderato.

E’ la scelta il vero miracolo che fa l’uomo ad immagine e somiglianza di Dio, che dà all’uomo la dignità di essere chiamato figlio.

‘Monica, mi ami tu? Monica, mi ami tu? Monica, mi ami tu?’

‘Sì, Sì, Sì’. Tre Sì sgorgati dal cuore. Tre Sì nati da un periodo lungo 20 anni (fin dall’eternità portavi in seno la Monica di lunedì;l’hai detto tu stessa) e non ancora terminato. Tre Sì autentici, nitidi, fermi che rimbombano alle orecchie di Dio. E gridalo forte, Monica, in Monastero il nome di Dio, urlalo perché il suono passi le pareti e raggiunga il mondo, non stancarti mai di gridare: ‘Dio, Dio, Tu sei il mio Dio’.

Ricordati che ti devono bruciare le labbra ogni volta che pronuncerai il Suo nome, deve lacerarsi il tuo cuore mentre le tue labbra scandiranno la parola ‘Dio’! Lascia che Dio viva in te per vivere con Lui.

Dio ti ha voluta lì. Tu, accettando, non hai fatto che fare quello che dovevi fare. La tua grandezza sta nell’aver aderito al Suo progetto, sta nell’aver capito che nelle opere della natura vige non il caso, ma la finalità e questa finalità, per cui si viene all’esistenza,ha la natura e la funzione della Bellezza (Dio è bello, perché Dio è buono, perché Dio è vero).

Ti ha voluto lì, così, a te si vuole rivelare dietro la grata del Monastero, come a me ha voluto mostrarmisi come il Cristo sofferente e ne sono lieta e Lo ringrazio per questo.

Monica, sei grande! Monica, ti voglio bene! Vivi con serenità ciò che hai scelto perché sei nel vero. CercaLo e pregaLo anche per me.

Ti chiedo di portarmi sempre dentro di te, come tu sarai sempre presente in me ovunque tu vada.

 

Francesca

 

 

 

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