Parole come chiodi

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Le parole sono pietre. E a volte diventano chiodi.

Per questo bisogna stare attenti a come si parla, soprattutto in questo clima elettorale furente e spesso superficiale.

I politici che cercano di eccitare paure xenofobe e di travestire di nuovo in pura questione di sicurezza l’emergenza umanitaria dei migranti raccolti sulle coste del Nord Africa e, con loro e tra loro, i soloni che sparano a zero contro le navi dell’occupazione ‘Mare Nostrum’ sappiano che stanno dichiarando di voler inchiodare alle loro croci migliaia di disperati. Sono croci pesanti.

 

Croci di mare e di sabbia, croci di ingiustizia, croci di guerra, croci di indifferenza. Tanti italiani ascoltano e capiscono.

Anche in Europa c’è chi sa ascoltare e capire, non solo giudicare da lontano.

Pure loro, se ne sono capaci, si ascoltino bene. E se proprio non riescono a capire, si ricordino di Lampedusa.

 

Marco Tarquinio

Avvenire, 30 aprile 2014

 

Immagine dal sito http://www.pictureperfectforyou.tumblr.com/archive

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