La marcia dei vivi

Oswiecim (Polonia), 28 apr.

 

Migliaia di giovani polacchi ed ebrei provenienti da tutto il mondo hanno camminato dall’ex campo di concentramento nazista di Auschwitz, in Polonia, fino al memoriale nel vicino campo di Birkenau per la ‘Marcia dei vivi’. E’ un omaggio annuale alle vittime dell’Olocausto, in particolare ai circa 430mila ebrei ungheresi uccisi durante la seconda guerra mondiale. Al termine del percorso, che si estende per circa 3 chilometri, è in programma un discorso del presidente dell’Ungheria, Janos Ader. L’evento è iniziato al suono di shofar, piccolo corno utilizzato durante alcune funzioni religiose ebraiche, alla porta d’ingresso del campo di Auschwitz, sotto la famigerata scritta ‘Arbeit Macht Frei’ (‘Il lavoro rende liberi’). Durante la seconda guerra mondiale nel campo di Auschwitz-Birkenau fu ucciso circa 1,1 milione di persone, soprattutto ebrei, ma anche russi, polacchi e rom.

LaPresse

 

 

 

 

 

Moshe Bejski esercitava uno strano mestiere. Faceva il pescatore di perle.

Si tuffava nel passato per scoprire un tipo di uomini (di cui si parla sempre troppo poco) che nei tempi oscuri del mondo permettono di credere ancora nelle possibilità dell’uomo.

Non poteva eliminare le macerie della Storia, né ridare sollievo alle vittime.

Non aveva la bacchetta magica per rimarginare le ferite, ma nessuno come lui sapeva mostrare quante risorse ed energie possiedono gli esseri umani per resistere al male.

Moshe era il presidente della Commissione dei giusti presso il Memoriale di Yad Vashem, a Gerusalemme, il primo organismo del Novecento che si sia occupato della memoria del bene compiuto durante un genocidio.

Ricercava in ogni angolo del mondo gli uomini che avevano rischiato la vita per aiutare gli ebrei durante la persecuzione nazista.

‘Non volevo che un solo giusto fosse dimenticato da noi ebrei’ ripeteva con ossessione agli amici.

In realtà non era interessato alla purezza e alla perfezione degli esseri umani, non cercava gli eroi e i superuomini, ma voleva ricordare chi aveva tentato, di fronte a un male estremo autorizzato dalla legge, di salvare anche una sola vita, chi era stato capace di comportarsi semplicemente da uomo.

Era questo il suo concetto particolare di giusto.

 

 

Gabriele Nissim

Il tribunale del bene__ La storia di Moshe Bejski, l’uomo che creò il Giardino dei Giusti

 

Annunci

One thought on “La marcia dei vivi

God bless you !

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...