Vangelo & persecuzione

Quando si annuncia il Vangelo si va incontro alle persecuzioni.

 

Il Pontefice ha ribadito che oggi ci sono più martiri che nei primi tempi della Chiesa ed ha esortato i fedeli a non avere paura di incomprensioni e persecuzioni.

 

Il cuore degli empi che si allontanano da Dio e vogliono impadronirsi della religione.

 

Ha osservato che i nemici di Gesù gli tendono delle insidie, lavorano “di calunnie, gli tolgono la fama”. E’ come se preparassero “il brodo per distruggere il Giusto”.

 

E questo perché si oppone alle loro azioni, “rimprovera le colpe contro le leggi”, gli “rinfaccia le trasgressioni contro l’educazione ricevuta”. In tutta la storia della salvezza, ha poi osservato, “i profeti sono stati perseguitati” e Gesù stesso lo dice ai farisei. Sempre “nella storia della salvezza, nel tempo di Israele, anche nella Chiesa – ha ribadito – i profeti sono stati perseguitati”.

 

 

Perseguitati perché i profeti dicono: “Voi avete sbagliato strada! Tornate alla strada di Dio!”. E questo, ha constatato, “alle persone che hanno il potere di quella strada sbagliata non fa piacere”.

 

“Il Vangelo di oggi è chiaro, no? Gesù si nascondeva, in questi ultimi giorni, perché ancora non era arrivata la sua ora; ma Lui conosceva quale sarebbe stato il suo fine, come sarebbe stato il suo fine.

 

E Gesù è perseguitato dall’inizio: ricordiamo quando all’inizio della sua predicazione torna al suo paese, va alla sinagoga e predica; subito, dopo una grande ammirazione, incominciano: Ma questo noi sappiamo di dove è. Questo è uno di noi. Ma con che autorità viene a insegnarci? Dove ha studiato?’. Lo squalificano! E’ lo stesso discorso, no? ‘Ma costui sappiamo di dove è! Il Cristo, invece, quando verrà nessuno saprà di dove sia!’.

Squalificare il Signore, squalificare il profeta per togliere l’autorità!”

 

Lo squalificano, ha aggiunto, “perché Gesù usciva e faceva uscire da quell’ambiente religioso chiuso, da quella gabbia”.

 

Il profeta “lotta contro le persone che ingabbiano lo Spirito Santo. E per questo è perseguitato: sempre!”.

 

 

I profeti, è stata la sua riflessione, “sono tutti perseguitati o non compresi, lasciati da parte. Non gli danno posto!” .

 

 

Questa situazione, ha aggiunto, non è finita “con la morte e resurrezione di Gesù: è continuato nella Chiesa! Perseguitati da fuori e perseguitati da dentro!”.

 

Quando noi leggiamo la vita dei Santi, ha detto Papa Francesco, “quante incomprensioni, quante persecuzioni hanno subito i Santi”, “perché erano profeti”:

 

“Anche tanti pensatori nella Chiesa sono stati perseguitati. Io penso ad uno, adesso, in questo momento, non tanto lontano da noi, un uomo di buona volontà, un profeta davvero, che con i suoi libri rimproverava la Chiesa di allontanarsi dalla strada del Signore. Subito è stato chiamato, i suoi libri sono andati all’indice, gli hanno tolto le cattedre e quest’uomo così finisce la sua vita: non tanto tempo fa. E’ passato il tempo ed oggi è beato! Ma come ieri era un eretico e oggi è un beato?

E’ che ieri quelli che avevano il potere volevano silenziarlo, perché non piaceva quello che diceva. Oggi la Chiesa, che grazie a Dio sa pentirsi, dice: ‘No, quest’uomo è buono!’. Di più, è sulla strada della santità: è un beato!

 

“Tutte le persone che lo Spirito Santo sceglie per dire la verità al Popolo di Dio soffrono persecuzioni”.

 

E Gesù “è proprio il modello, l’icona”. Il Signore ha preso su di Lui “tutte le persecuzioni del suo Popolo”. E ancora oggi, ha rilevato con amarezza, “i cristiani sono perseguitati”. “Oso dire – ha aggiunto – che forse ci sono tanti o più martiri adesso che nei primi tempi”, “perché a questa società mondana, a questa società un po’ tranquilla, che non vuole i problemi, dicono la verità, annunziano Gesù Cristo”:

 

“Ma c’è la pena di morte o il carcere per avere il Vangelo a casa, per insegnare il Catechismo, oggi, in alcune parti! Mi diceva un cattolico di questi Paesi che loro non possono pregare insieme. E’ vietato! Soltanto si può pregare soli e nascosti. Ma loro vogliono celebrare l’Eucaristia e come fanno? Fanno una festa di compleanno, fanno finta di celebrare il compleanno e lì fanno l’Eucaristia, prima della festa.

 

E- è successo! – quando vedono che arrivano i poliziotti, subito nascondono tutto e ‘Felicità, felicità. Tanti auguri!’ e continuano con la festa. Poi, quando se ne vanno, finiscono l’Eucaristia. Così devono fare, perché è vietato pregare insieme. Oggi!”.

 

E questa storia di persecuzioni, ha rimarcato, “è il cammino del Signore, è il cammino di quelli che seguono il Signore”. Ma, ha aggiunto, “finisce, alla fine, sempre come il Signore: con una Resurrezione, ma passando per la Croce!”
 

Francesco ha, quindi, rivolto il pensiero a padre Matteo Ricci, evangelizzatore della Cina, che “non è stato compreso, non è stato capito. Ma lui ha obbedito come Gesù!”. Sempre, ha detto ancora, “ci saranno le persecuzioni, le incomprensioni! Ma Gesù è il Signore e questa è la sfida e la Croce della nostra fede!”. Che il Signore, ha concluso il Papa, “ci dia la grazia di andare per la sua strada e se accade anche con la croce delle persecuzioni”.

 

 

 

Papa Francesco

4 aprile 2014

Domus Sanchtae Martae

 

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