7*: il Figlio di Dio

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Dov’era Dio? Perché non ha impedito tutto questo? Ha un compito difficile il nostro Gianni: deve introdurre con parole la testimonianza di un uomo, Silvano Lippi, che ha visitato il punto in cui l’uomo è stato più lontano da se stesso e da Dio: un campo di sterminio nazista.

 

Un grande maestro come Paolo De Benedetti, non iniziava mai un suo corso senza ricordare questa frase del teologo Jurger Kuhlmann: ‘Se la vostra teologia dopo Auschwitz non è cambiata, essa non vale niente’.

Perché la pagina forse più brutta dell’umanità deve cambiare il mio modo di pensare Dio?

 

Questa domanda mi ha accompagnato molto e vorrei condividerla con voi.

Nel nostro immaginario Dio è sempre pensato come l’Onnipotente.

In realtà, la parola ebraica ‘El Shaddai’ che viene tradotta come ‘Onnipotente’ significa ‘il Dio del crinale delle colline’, che è un modo per dire ‘Il seno di una madre che allatta’.

Quando noi diciamo Dio Onnipotente, non c’è l’idea della forza del guerriero che vince le battaglie, ma quella di tutte le donne che hanno allattato i figli.

 

Tuttavia quest’idea di un Dio che può tutto ci ha penetrato.

E da questa idea nascono problemi: per esempio, di fronte alla Shoah Dio dov’era?

Pensando a questa domanda mi vorrei soffermare sul vangelo di Marco, ma non su una pagina, piuttosto su come Marco ha concepito il Vangelo.

Marco è l’evangelista che racconta più di tutti i miracoli di Gesù, almeno fino a un certo punto, perché dal capito dieci di miracoli non se ne trovano più.

Inoltre, nel raccontare questi miracoli Marco li accompagna con una raccomandazione, Gesù la ripete almeno cinque volte, di non dire niente a nessuno.

Un altro atteggiamento particolare di Gesù è che dopo ogni gesto significativo si dilegua: ‘Vieni Signore, ti cercano tutti’ gli dicono gli apostoli e lui scompare e invita gli apostoli a spostarsi da quel luogo.

Ma perché Gesù chiede ai suoi discepoli di non dire nulla dopo i miracoli, perché proprio nel momento del ‘successo’ sparisce?

La spiegazione potrebbe essere questa: che Gesù non si riconosceva nella figura di un Messia vincente, che risolve i problemi, che cambia le situazioni e le aggiusta.

Dopo il decimo capitolo Gesù non fa più miracoli e gradualmente si avvia verso la sua Passione: verrà rifiutato, tradito, abbandonato, fino alla croce, fino a quel grido: ‘Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?’.

Ed è sotto la croce che il centurione vedendo come Gesù muore dice: ‘Davvero quest’uomo è Figlio di Dio’.

Questa volta Gesù viene rivelato e non viene più nascosto.

E il Figlio di Dio che viene rivelato non è quel Gesù che trova un lebbroso e lo guarisce, che trova un morto e lo resuscita, ma è lo sconfitto, il rifiutato, il crocefisso.

 

– segue –

 

Gianni Marmorini

Sacerdote e appassionato studioso della Bibbia

    Grazie a Rudi per la condivisione ! –

 

 

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God bless you !

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