E poi cielobenedetto viene il giorno in cui si può quello che non si sapeva di potere. Dedizione, disseminazione di sé, spreco felice, dimenticarsi e perdersi nell’altro, bisogno riconosciuto, accoglienza senza sforzo, abbandono, l’uno nell’altro e finalmente si può capire, dare, ricevere, affrontare il mare della paura senza morire, senza rinunciare ad attraversarlo, insieme, e salire tornanti, resi fortissimi dal peso dell’altro, felicemente corpo che sente tutto, trema al ritmo dell’altro, e felicemente spirito, che sente tutto.

 

E insieme non conta la malinconia, e non si possiede nulla, non ci si possiede, l’altro ha in mano tutto di noi e noi di lui ma è un tenere a palme alzate, liberi di andare e felici di lasciare andare eppure pronti a trattenere, con saldezza, se c’è pericolo, fino alla fine, smemorati di sé e anche al centro di tutto, fedeli di uno sposalizio non comandato né scritto, necessario e pago, disarmato e ancora potente, portati al di là di noi, più forti, più forti come mai avevamo saputo di essere, più generosi, più belli addirittura.

E il corpo così lieve, all’improvviso, amico dello spirito, che conosce la speranza, che vive la promessa.

 

 

MariaPia Veladiano

Ma come tu resisti, vita

Einaudi

 

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