Giù le mani dai poveri

“Alcuni si fanno belli con loro, li strumentalizzano per interessi personali o di gruppo, ma questo è peccato”.

Perchè le opere di carità vanno svolte con “umiltà, tenerezza e misericordia”. Una carità che è frutto del Vangelo e non “un’invenzione dei preti”.

E’ il messaggio forte che arriva da Papa Francesco nell’incontro, nella cattedrale di Cagliari, con 132 poveri e 27 detenuti in permesso provenienti da quattro istituti di pena dell’Isola. Davanti al ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri e al capo dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Giovanni Tamburino,

 

il Santo Padre si è rivolto direttamente alle persone che stanno soffrendo il disagio spiegando che “qui tutti abbiamo difficoltà, tutti abbiamo miserie, tutti noi abbiamo fragilità, nessuno qui è meglio dell’altro e tutti siamo uguali davanti a Dio”.

“Povero tra i poveri”, lo aveva definito poco prima l’arcivescovo di Cagliari, monsignor Arrigo Miglio, ricordando al Pontefice che in Sardegna “sono tante le povertà presenti e non tutte sempre visibili”.

 

Il Papa ha chiarito che la “carità non è assistenzialismo, ma scelta di vita, è un modo di vivere e di essere, è la via dell’umiltà e della solidarietà”.

 

 

Papa Francesco

22 settembre 2013 __ Sardegna

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