Quando si è piccoli . …

26 maggio 1939 – Ore 5,30.

 

 

«Sin dal tuo risveglio, chiedimi delle anime. Richiedimi dei peccatori. Mi farai tanto piacere… non

puoi immaginartelo. Io sono morto per loro.

Sono morto senza essere stato malato, anzi pieno di vita. Sono morto a forza d’essere picchiato.

Se non mi aiuti oggi, non potrò salvare questa o quell’anima, e tu sai se le amo! Salvale come se tu salvassi me…».

«Tutto ciò che dico ad un’anima, è per tutte le anime. Tutte, sono le mie preferite … Tutte. Una sola.

Ah, se si sapesse del mio amore per ognuna di loro… Credi a quest’amore. Sfruttalo!».

«Confidenza verso i santi e gli angeli. Quando si è piccoli, si sta nelle braccia di tutti. Ci si lascia coccolare ed è tutto naturale».

 

 

 

 

16 agosto 1939 –

«Credilo: le azioni più ordinarie, fatte con l’intenzione di salvare le anime, salvano le anime.

Credilo per davvero. Bisogna crederlo, perché onora la mia potenza e la mia bontà».

Lione. In un bar affollato di gente.

«Dimmi qui un Pater Noster. Sarà il solo che mi sarà detto qui, per chissà quanto tempo!».

In una chiesa vicino alla stazione.

«Raccontami ciò che ti ha interessato o che ti ha fatto soffrire.

Si crede che mi si debba parlare in un linguaggio speciale, ecco perché ci si astiene.

Ma se si sapesse quanto mi piacerebbe che si venisse a me semplicemente e con un po’ di affetto!…

O voi che siete i miei amici più delicati, venite a placare la mia fame di voi».

 

Lui ed io

Gabrielle Bossis

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