Preghiera Abbandono ___ 2

La preghiera di abbandono così come è recitata ogni sera dai Piccoli Fratelli e dalle Piccole Sorelle o dalle Fraternità secolari alla fine della loro riunione è veramente la preghiera di fr. Charles?

No, così com’è non la si trova nei suoi scritti. C’è però una lunga meditazione scritta a Nazaret (fr. Charles spesso scriveva le sue meditazioni) sulla parola che Gesù, secondo l’evangelista Luca, pronunciò al momento della morte : ‘Padre mio, rimetto la mia anima nelle tue mani’ ( è un versetto del salmo che sostituisce le parole riportate dagli evangelisti Marco e Matteo : ‘Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?’).

La breve preghiera di abbandono è tolta da questa lunga meditazione.

Fr. Charles ha perciò scritto questa meditazione ma non ha mai recitato questa preghiera così com’è.

Essa è solo un riassunto di questa meditazione ma possiamo dire con sicurezza che le parole sono tutte sue.

Chi è l’artefice di questo riassunto?

Fratel Antoine Chatelard, che da oltre 40 anni vive a Tamanrasset ed è uno specialista di fr. Charles, ha fatto delle ricerche su questa preghiera.

Subito ha pensato che fosse stata scritta da fr. Marc, uno dei primi Piccoli Fratelli di El Abiodh, dopo la fondazione nel 1933.

Fr. Marc era cagionevole di salute. La vita nel deserto era dura.

Nel 1945 venne colpito da tubercolosi e quindi ricoverato in ospedale.

Mentre era ormai morente, venne a trovarlo all’ospedale in Algeria uno dei suoi compagni di seminario. Ecco quello che fratel Antoine ha appreso da lui: fr. Marc, molto debole da poter a malapena parlare, tolse dal suo breviario un’immagine nel retro della quale era scritta a mano la preghiera di abbandono e chiese all’amico di leggergliela ad alta voce.

Quella preghiera esprimeva ciò che egli voleva vivere al momento della morte:

‘Padre mio … accetto tutto’.

Sentita questa storia, fr. Antoine pensò che fosse stato fr. Marc a comporre la preghiera di abbandono.

Invece … fr. Marc, già alcuni mesi prima del compagno di seminario, aveva ricevuto in ospedale la visita di Piccola Sorella Magdeleine.

E’ fuor di dubbio che sia stata lei a dargli la preghiera come sostegno nella sua malattia.

Nel 1944 P.S.Magdeleine era andata a trovare le prime Piccole Sorelle che facevano il noviziato a Lione presso un’altra congregazione e una sera lesse loro la meditazione do fr. Charles.

Tutte la trovarono tanto bella ma troppo lunga e così decisero di renderla più corta facendone un riassunto.

Ecco come P.S.Magdeleine stessa compose il testo che ora noi recitiamo: durante tutta una mattinata (o tutta una notte) in cappella, P.S.Magdeleine e un’altra Piccola Sorella (Margherita? Matilde?) recitarono ripetutamente quella preghiera e il loro entusiasmo era tale che non avvertirono il tempo che passava….

In questa preghiera c’è qualcosa di sorprendente. Il motto di fr. Charles era Jesus Caritas, Gesù Amore, e quando egli meditava o pregava, generalmente parlava a Gesù. In questa meditazione invece egli non dice ‘mio bene-amato Gesù’ ma ‘Padre mio’.

Si rivolge al Padre, ma non a Gesù!

Allora Gesù è assente da questa preghiera? No! Egli è ben presente, ancora più presente di quanto non lo fosse quando fr. Charles gli parlava.

E’ presente non come Colui al quale si rivolge fr. Charles ma come Colui con il  quale e nel quale fr. Charles parla.

Chi è che dice: ‘Padre  mio, mi abbandono a Te, qualunque cosa tu faccia … rimetto la mia anima…?’ Chi è questo IO?

E’ fr. Charles, è ciascuno di noi, ma è innanzitutto Gesù in croce, Gesù risorto alla destra del Padre, che si offre eternamente al Padre.

Non è a Gesù che fr. Charles si rivolge ma, unito a Gesù, formando una cosa sola con Lui, egli si rivolge al Padre.

Questo ci può aiutare a recitare meglio questa preghiera.

A pensarci bene infatti questa preghiera fa paura. Posso dire con tutta sincerità ‘qualsiasi cosa tu faccia di me, ti ringrazio?’ Io che spesso mi lamento della situazione in cui mi trovo, delle persone con cui vivo in famiglia, al lavoro, in comunità.

Posso dire con sincerità ‘sono pronto a tutto, accetto tutto’ mentre ho paura, ho voglia di fuggire altrove, di evitare le difficoltà della vita?

E’ una preghiera che non si può dire da soli.

Noi non sappiamo pregare. Possiamo dirla soltanto se si è uniti a Gesù, in Lui solo possiamo dire questa preghiera.

Non bisogna poi dimenticare che è una preghiera, una domanda.

Noi non siamo affatto pronti a tutto, ad accettare tutto ma uniti a Gesù, come Lui sulla croce, domandiamo al Padre di accettare tutto, di saper rendere grazie per tutto!

E’ una preghiera molto rasserenante. Quando siamo preoccupati, quando vediamo tutto nero, quando abbiamo da affrontare difficoltà che ci sembrano insormontabili, proviamo a dire lentamente la preghiera  ‘Padre mio, mi abbandono a Te ..’ e troveremo la pace, il coraggio di affrontare la difficile situazione, di portare la nostra croce là dove siamo, perché siamo uniti a Gesù.

Concludo citando la lettera ai Filippesi (4,4-7): ‘Rallegratevi nel Signore, sempre; ve lo ripeto ancora, rallegratevi … Il Signore è vicino!’.

Se apriamo il nostro cuore, Gesù è Colui che viene nella nostra vita adesso e nell’ora della morte.

Infine, con l’aiuto della preghiera di abbandono, consiglio di praticare alla lettera quanto riferisce il seguito del brano, qui sopra citato:

‘Non angustiatevi per nulla, ma in ogni necessità esponete a Dio le vostre richieste, con preghiere, suppliche e ringraziamenti; e la pace di Dio, che sorpassa ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù’.

La preghiera di abbandono, soltanto il Gesù possiamo e dobbiamo dirla.

 

1 dicembre 1997

Fr. Vincent Corpet

Fraternità sacerdotale Jesus Caritas

Diario Regionale Italiano

Luglio 2013-08-20

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God bless you !

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