Ogni giorno partirò

Voglio segnalare due libri – che devo ancora leggere – ma che mi hanno già conquistato.
Uno è di Arianna Prevedello (ha lavorato nell’ambiente comunicazione e cinema per la diocesi di Padova e molto altro, cercate e troverete) rimasta improvvisamente vedova dopo la morte inspiegabile nel sonno del giovane marito.

 

“La grazia di rialzarsi”: quindici parole per rinascere dal dolore
Un “salmo contemporaneo” preso da un personaggio cinematografico con cui chiude ogni capitolo del libro che narra la vita, il dolore, la fatica e il coraggio di rialzarsi dopo un grave lutto.

«La scomparsa improvvisa di mio marito mi ha portato a vivere una dimensione femminile più spiccata. Ho capito che potevo mettere al mondo anche la morte, figlia della vita. Sentivo che potevo riuscirci con le stesse energie generative che avevano accompagnato il dare alla luce. Il dolore soffocante, abbastanza da tradurlo fin da subito in una scrittura diffusa, non mi impediva di percepire l’impressionante armonia del mio essere al mondo. La morte mi invitava a occuparmi di lei. Mi spingeva a metterci le mani dentro, a impastare i significati del lutto con la percezione che avrei potuto stendere le forme della grazia e farne parte con altri».
Sono parole di Arianna Prevedello.
Sono alcune – solo alcune, ma assolutamente intense – delle parole del suo La grazia di rialzarsi (edizioni San Paolo). Sottotitolo: Quindici parole per rinascere dal dolore.

Settimanale diocesano di Padova

Segnalo anche un suo sito con un progetto in cantiere molto interessante, nella sezione ‘Dimora La Grazia’
http://www.violadelpensiero.it

 

L’altro libro che segnalo, è la prima biografia di padre Daniele Badiali morto martire in Perù, sacerdote di cui ho sentito spesso parlare da amici e da uno in particolare che ha in eredità la croce che padre Daniele portava al collo.
Ha offerto la sua vita in cambio di una ragazza volontaria che era stata catturata sulle Ande, affrontando così il martirio che lo attendeva.

http://www.padredanielebadiali.it/
Ogni giorno partirò

Navigare in un porto sicuro

 

Il Signore ci conceda di navigare,
al soffiare di un vento favorevole,
sopra una nave veloce;
di rifugiarci in un porto sicuro;
di non ricevere dagli spiriti maligni
tentazioni più forti di quelle
che siamo in grado di resistere;
di ignorare i naufragi della fede;
di possedere una calma profonda,
e, se qualche circostanza scateni contro di noi
le tempeste di questo mondo,
di avere, vigile al timone per sostenerci,
il Signore Gesù, il quale con la Sua parola comandi,
plachi la tempesta,
stenda nuovamente sul mare la bonaccia.
A Lui onore e gloria, lode perenne, ora e sempre,
e per tutti i secoli dei secoli.
Amen.

 

 

s.Ambrogio

Beati noi …

Beati noi se, poveri nello spirito,
sappiamo liberarci dalla fallace fiducia nei beni economici
e collocare i primi desideri nei beni spirituali e religiosi.

Beati noi se, formati alla dolcezza dei forti,
sappiamo rinunciare alla potenza funesta dell’odio e della vendetta.

Beati noi se non facciamo dell’egoismo
Il criterio direttivo della vita e del piacere il suo scopo.

Beati noi se preferiamo essere oppressi
piuttosto che oppressori
e se abbiamo sempre fame di una giustizia in continuo progresso.

Beati noi se per il regno di Dio sappiamo,
nel tempo e oltre il tempo,
perdonare e lottare, operare e servire,
soffrire ed amare.
Non saremo delusi in eterno.

Amen.

Paolo VI°

GIOIA mia, Cristo è Risorto

Liberarci dalla paura, dalla solitudine, dalla morte : questo è stato lo scopo di Cristo.
Che tutte queste verità diventino nostro sangue, nostra vita, nostra realtà; altrimenti sarebbe la celebrazione di un rito e non di un mistero; non già prendere parte della vita, ma restare al di qua nella sfera della morte.

Festa di gioia : vittoria sulla morte – la festa del recupero.

[..]
Gioia e Dio ha mantenuto fede alla Sua promessa e sull’altare del Calvario, sulla croce Egli ha firmato questo testamento che Gli è costato la vita.
Ogni domenica è festa di Resurrezione.
Noi siamo quelli che buttano il cuore al di là della vita, quelli che buttano il cuore al di là della morte.

p. David Maria Turoldo
Le stelle in cammino
EDB

La settimana di Grazia con Lui

 

 

 

Nel Tuo abbandono è abbracciato l’infinito dolore del tempo:
e custodia è il silenzio del Padre, cui affidi l’ultimo rantolo della Tua vita che si spegne.
La consegna che fai di Te alla morte, l’estrema consegna dello Spirito a Dio, sono rivelazione dell’abissale
consegna di Chi non ha risparmiato il Suo unico Figlio, ma lo ha dato per tutti noi.
Trinità del dolore, Dio rivelato e nascosto nelle tenebre del Venerdì Santo, accogli anche il nostro dolore,

la sofferenza di questo tempo senza patria, e speranza, e destino.
E nell’abisso dove il Tuo silenzio incontra il nostro, il corpo trafitto dell’Innocente che muore
raggiunga le ferite dell’anima, perché la nostra morte divenga la Sua, e la Sua divenga la nostra.

 

 

Signore Gesù, Dio crocifisso e Uomo dei dolori,
la Tua morte non è l’atea morte di Dio: è invece l’ora della morte in Dio.
Ti accolgono le braccia del Padre. Vi unisce e separa lo Spirito, consegnato nell’ultimo istante.
E’ così che Tu entri nella compagnia dei senza Dio, appeso all’albero di maledizione, solidale con i morti e i senza speranza di questo mondo.

Nessuna solitudine sarà ormai così sola da non essere raggiunta da questo Tuo abbandono: dove tutto è compiuto, i senza Dio e i maledetti da Dio trovano le ragioni della loro speranza, perché Tu sei con loro.

Dio crocifisso, la Tua morte è la morte della morte: nel grido dell’ora nona, la speranza rinasce alla vita.
Donaci questa certezza, più profonda di ogni evidenza, che nella custodia del cuore paterno c’è posto con Te per ognuno di noi.

Via Crucis del ‘secolo breve’
Card. Camillo Ruini – Bruno Forte

Alla penombra di una chiesa di campagna

Questo quaresimale – non più di cento righe settimanali, scritte a mano su fogli di scuola, con parole distese e larghi spazi – è l’eco del conversare alla buona di un prete con la sua gente.

Non è un’elevazione per lettori provveduti di alte cognizioni spirituali : è il pane degli ultimi, per i quali un pensiero non può prendere stanza se non in una immagine corporea o in una casalinga parabola.

A tutta prima, può apparire un’irriverenza : ma le verità di Dio rimangono divine anche quando, per accostarle alla nostra mente e renderle salutari al nostro duro cuore, si è costretti a farle scendere dalla chiarezza contemplativa alla penombra di una chiesa di campagna.

dPrimo Mazzolari
Quaresimale minore _ prediche ‘di carta’ in attesa della Pasqua