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Chi ha detto a ser Bernardone

che mi ha creato?  

Io sono la fattura di Dio:

non sono figlio né di lui né di altri.

Da lui ho ricevuto un congedo:

Dio non mi congederà mai dalla gloria.

 

Alda Merini

Francesco _ Mistica d’amore

Pickwick

Il Risorto in noi

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Dei tanti auguri pasquali … questo dei Servi di Maria, mi è particolarmente piaciuto ;)

 

 

‘Amiamo l’umanità di oggi nel bene e nel male, parliamone bene.

Saremo così cristiani, non perché condividiamo delle idee comuni, ma perché siamo il risorto, Cristo vivo in mezzo al mondo’.

E’ come tornare buoni

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Si dice che i santi siano dei folli, ma il rifiuto della ragione in nome della fede può essere molto rischioso. Nella ragione c’è il dubbio e il tormento del dubbio, ma nella fede c’è l’abbandono totale all’inconoscibile e al nostro io migliore.

 

San Francesco salta a piè pari tutte le asperità che l’uomo incontra nel suo cammino e ne fa delle dolcezze. Ogni cosa impura la purifica con la sua lingua e il suo appetito di Dio.

 

Francesco è un affamato di Dio, ha fame della beatitudine.

 

Questa beatitudine noi la conosciamo bene, ma ne abbiamo paura, perché dovremmo rifiutare tutte le ricchezze del nostro tristissimo momento.

 

La nostra anima è sempre triste, fino alla morte, perché l’uomo ha paura, ha paura di credere.

 

La vita di Francesco è un tripudio di fiori, di uccelli, di incantesimi: è come un bambino che scopre la vita per la prima volta.

 

Scoprire la vita è come tornare fanciulli, è come tornare buoni, è come incarnarsi nella virtù del Signore. Ed ecco l’incarnazione di Francesco nel volto divino.

 

Francesco diviene una lacrima rovente sul volto di Dio che patisce e sarà il refrigerio della sua morte.

 

Vuole consolare il suo Signore: egli stesso diventa povero, per essere signore della grande poesia che è l’universo.

 

 

 

Alda Merini

 

Francesco _ Mistica d’amore

 

Pickwick

 

 

 

Insieme al Signore

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Ma ecco che il sole ci rende guerrieri

e tutti torniamo a lavorare

lodando il Signore

per le sue grandi abbondanze.

Ed ecco la lingua dell’uomo

che tace ed ascolta

e canta le lodi di Dio.

Ecco l’uomo felice

che viene rapito dalla morte

e torna insieme al Signore …

 

Alda Merini

Francesco _ Mistica d’amore

Pickwick

Christòs anèsti – alithòs anèsti

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S.Pasqua_2

La notte, la Luce

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A te che non hai più lacrime per piangere perché il tuo cuore è stato trafitto dalla tagliente spada del tradimento della persona che tanto hai amato.

A te che non hai più voce per gridare e da tempo sei dilaniato da atroci sofferenze nel corpo e nello spirito che imprigionano l’anima in una morsa mortale.

 

A te che da tempo brancoli in una notte troppo fredda e infernale per essere ancora sopportata.

A te che provi un’ angoscia così profonda e opprimente che aspetti l’abbraccio della morte come la più grande delle liberazioni.

A te che ti senti scoraggiato e non riesci più a credere all’amore perché troppe volte hai fatto l’esperienza dell’abbandono, ti sei sentito ferito, usato e … ‘gettato’.

 

A te che sei attanagliato dalla morsa di un’impotenza troppo atroce per riuscire a resistere, non impazzire. A te madre o padre che resti lì, ai piedi della croce a cui è stato inchiodato il tuo bambino il giorno in cui quella malattia incurabile ha iniziato a consumarlo lentamente.

 

A te che hai visto ogni tuo sogno infrangersi, ogni tua aspettativa disattesa, ogni tua aspirazione spegnersi lentamente e inesorabilmente per lasciare spazio alla disperazione.

A te che hai inseguito con tutte le tue forze i miraggi dei paradisi artificiali che subdolamente e prepotentemente hanno sedotto e poi avvelenato il tuo cuore, ubriacandolo con l’ebbrezza di piaceri intensi ma effimeri, fino a farti sprofondare nel terribile baratro degli inferi!

A te che ti senti a un passo dalla disperazione.

NON TEMERE!

L’uomo dei dolori che ben conosce il patire ha preso su di sé ogni tua sofferenza, l’ha vissuta in tutta la sua terribile intensità, straziato da un agonia che non ha uguali e ha gridato con te, ha fatto suo e si è sentito dilaniato da ogni terribile perché!

Il Signore Gesù si è immerso in ogni tuo Getsemani, fino a sudare sangue. Ha provato il gelido e tagliente abbraccio della più drammatica delle notti perché la sua mirabile luce possa tornare a illuminare i tuoi passi. Ha percorso senza forze, martoriato nel corpo e nello spirito quel terribile calvario e si è lasciato crocifiggere … per amore tuo, con te!

 

Sì, proprio Lui che vive la piena e perfetta comunione con il Padre ha lasciato il Suo Paradiso e si è immerso completamente nel baratro degli inferi. Ha provato anche lui lo strazio del più atroce degli abbandoni.

Un grido che racchiude il grido di ogni uomo di ogni tempo, squarcia quella fitta cappa che sembrava avere chiuso il cielo.

Poi … silenzio.

Il gelido e tagliente abbraccio della morte affonda la sua lama nel cuore dell’Amore.

Le tenebre avvolgono la terra e tutto il creato sembra fermarsi.

 

“Tutto è compiuto”.

“Padre nelle tue mani affido il mio spirito!”… “Ed ecco il velo del tempio si squarcio in due da cima a fondo, la terra si scosse, le roccie si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi dei santi morti risuscitarono (Mt 27,51-54).

 

Si, è questa la grande notizia della Pasqua: la sofferenza non ha l’ultima parola, il Signore della vita ha sconfitto la morte.

Colui che è la Via la verità e la vita ha percorso con te la via del più crudo dei calvari e non c’è nessuna sofferenza che Gesù non abbia vissuto in tutta la sua intensità … per amore tuo!

 

 

Cristo ci ha amati a caro prezzo, ha versato fino all’ultima goccia del suo preziosissimo sangue per rivelarci che ogni calvario che siamo chiamati a vivere è solo un passaggio che ci dischiude le porte dell’eternità.

 

Per quanto lunga appaia la tua notte, per quanto atroce sia il tuo dolore, L’Amore ha vinto! L’aurora dell’eternità e lì che fa capolino e attende di riscaldare il tuo cuore ferito: la Gioia piena ritornerà a ricolmare la tua anima … la gloria della resurrezione risplenderà anche per te se solo saprai lasciarti raggiungere dalla passione di dolore di Colui che così pazzamente ti ha amato.

 

O morte dov’è il tuo pungiglione? Più forte della morte è l’Amore!

Cristo è Risorto, Alleluia!!! E’ Pasqua!

Sì fratello sorella non temere, presto le tenebre cederanno il passo alla luce, l’Amore tornerà a riscaldare il tuo cuore … e la gioia piena di Cristo risorto ricolmerà la tua anima: sarà Pasqua anche per te!

 

 

Auguri a tutti per una Pasqua di Resurrezione nella pienezza della Gioia che l’Amore ha pagato per noi a caro prezzo!

Chiara Almirante

19.04.2014

 

Sabato Santo

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DEPOSIZIONE-

 

Mentre la folla dei fedeli seguiva le stazioni della Via Crucis al Colosseo, nelle stazioni ferroviarie di Roma i barboni che si preparavano a passare la notte all’addiaccio hanno ricevuto la visita dell’Elemosiniere del Papa, che a nome di Francesco ha portato loro un biglietto d’auguri e delle banconote.

 

L’articolo integrale di Andrea Tornielli, Q U I.

Venerdì Santo

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Basilique Notre Dame, Paray-le-Monial (Saône-et-Loire)

 

Dove l’uomo muore non c’è posto per le cose inutili.

Sono impedimenti. Il Calvario non ha quinte dietro cui combinare i soliti trucchi.

Non ci sono artifici né stupefacenti nella vita del povero.

Le cose hanno il loro vero nome e il loro vero sapore …

Il legno è legno, i chiodi son chiodi; la sete è la sete, la nudità, nudità.

Lo spoglio delle vesti del condannato era un diritto lasciato ai soldati di scorta.

Chi ha rubato tutto, lascia le briciole a chi gli ha dato mano nell’impresa, compromettendolo.

Il povero è un campo non guardato né da siepi né da custodi …

Il primo che passa vi può mietere senza rischio appunto perché non vi ha seminato.

Rischia di più lo spigolatore: rischia di più il derubato, il quale se non si lascia spogliare in pace può venire denunciato.

Ma il povero lascia fare, sul Calvario e dappertutto: lascia fare perché sa che, in fondo, non gli portano via che stracci, stracci cari, ma che non servono per la felicità di nessuno.

Quando l’abbiamo spogliato, è ancor meno nostro.

Un uomo nudo è inafferrabile. Solo l’amore gli può comandare.

Ciò tuttavia, non m’impedisce di soffrire fino alla ribellione quando incontro per via o batte alla mia porta uno de’ molti che la mia concupiscenza di spogliatrice ha reso inafferrabile.

Gli uccelli dell’aria, i gigli del campo sono vestiti meglio di Salomone, mentre vi sono creature umane senza camicia, senza scarpe, senza niente.

Chi veste gli altri è un dispogliato, come è nudo chi veste i gigli del campo e le erbe del prato.

Ma la somiglianza non cancella l’ingiustizia: per questo mi sentirò dire nel giorno della Verità: ‘Io ero ignudo e tu non mi hai vestito’.

 

don Primo Mazzolari

Accanto al povero

Buc

 

Foto di Josh Barrett

 

 

In questo giorno particolare, segnalo un articolo di Avvenire Q U I   degno di essere letto, meditato e imitato …..

Guai a dimenticare che. . .

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La Grazia si serve di tutto per fermare la nostra incostanza.

[..]

Guai se dimentichiamo che la vita ci viene dall’Inchiodato: che il mondo vive per una quantità d’inchiodati! Essi fanno la carità e ce la faranno sempre.

In questo senso vorrei vorrei leggere le parole misteriose di Cristo nei riguardi dei poveri: ‘I poveri li avrete con voi’ (Matteo 26,11).

Essi sono le mani inchiodate di tutti i tempi per la nostra pace temporale.

‘Allora voi fissate la povertà come una dura necessità’.

‘No – vi rispondo – non la povertà creata dal nostro egoismo, la quale non sarà mai abbastanza condannata: ma quella libera e spontanea del nostro amore; la povertà eletta, di colui che ha diritti e non li vanta; la povertà di Cristo che, avendo tutti i diritto dell’Unigenito del Padre, ‘svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce’. (Lettera ai Filippesi 2,7-8).

Inchiodati per amore, poveri per amore, arrivati alla povertà liberi di spirito, oppure che hanno accettato la povertà loro data dalla vita ‘in ispirito’ cioè per amore.

Non c’è beatitudine vera secondo l’evangelo se essa non è atto di libera, amorevole elezione ‘in ispirito’.

Gli inchiodarono mani e piedi.

Credevano, inchiodandogli mani e piedi, di aver reso impotente l’Onnipotente!

Gli uomini hanno spesso simili illusioni. Credono di poter fermare Dio, spegnere lo Spirito, fermare la verità. Non possiamo nulla contro la verità; non possiamo nulla contro lo Spirito; non possiamo nulla contro Dio..

Le nostre ribellioni si perdono nel vuoto, anzi, servono alla gloria di Dio.

‘Sono passato davanti alla casa dell’empio: era un festino: sono passato poco dopo e non c’era più nulla’.

La fiumana del Vangelo per ogni costruzione di sabbia.

Dio solo è la roccia.

Per essere equanimi, conviene riconoscere che i giudei furono discreti nella loro spietatezza.

Non hanno inchiodato né la testa né il cuore del loro Re.

Gesù ha le mani e i piedi crocifissi, ma libero il cuore, libera la testa.

Costa l’amare, ma si può amare: costa il pensiero libero, ma è ancora possibile in uno sforzo supremo.

Il cuore glielo lacereranno più tardi: la testa gliel’hanno già coronata di spine; ma quello che di più suo e di più sacro ha l’uomo, la personalità, che è fatta di pensiero e di sentimento, nessuno ha osato toccargliela.

Penso ai tanti cuori inchiodati, a tante teste inchiodate .. ..

 

don Primo Mazzolari

Accanto al povero

Buc

Siloe Film Festival

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leavemeaphoto:

Passoparola volentieri e rilancio ….
Grazie!

Originally posted on Segnalibri:

Layout 1 È da poco on line il sito internet del primo Siloe Film Festival, il concorso destinato a filmati sulla custodia del Creato che i monaci dell’omonima abbazia in terra maremmana hanno ideato per la prossima estate.

E’ un’iniziativa che mi incuriosisce molto e che seguirò con piacere, inserendomi nel silenzio e nella selvatica magia di quei luoghi, ideali per incontrarsi e aprire gli occhi. Nel sito del Festival si può trovare il regolamento e la scheda di partecipazione. Se qualcuno si diletta di video, o vuole passare parola… :-)

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