Il confine

Colui che si sente malinteso dal cielo, porta con sé il confine.

Ovunque si trovi, è al bordo della specie umana e reagisce da propaggine remota: tace a Dio.

Anche nell’ultima frase pronunciata, consentendo l’equivoco sui suoi sentimenti, si nega.

 

 

Erri de Luca

Una nuvola come tappeto

Feltrinelli

S.Paolo docet

 

IL PUNTO DI VISTA DELLA PRUDENZA

E LA STORIA DELLE LEZIONI DI ISRAELE

 

 

 

Non voglio infatti che ignoriate, o fratelli, che i nostri padri furono tutti sotto la nuvola,

tutti attraversarono il mare,  

tutti furono battezzati in rapporto a Mosè nella nuvola e nel mare,  

tutti mangiarono lo stesso cibo spirituale,  

tutti bevvero la stessa bevanda spirituale:

bevevano infatti da una roccia spirituale che li accompagnava,

e quella roccia era il Cristo.

 

 

Ma della maggior parte di loro Dio non si compiacque e perciò furono abbattuti nel deserto.

Ora ciò avvenne come esempio per noi, perché non desiderassimo cose cattive, come essi le desiderarono.

 

Non diventate idolàtri come alcuni di loro, secondo quanto sta scritto: Il popolo sedette a mangiare e a bere e poi si alzò per divertirsi.

 Non abbandoniamoci alla fornicazione, come vi si abbandonarono alcuni di essi e ne caddero in un solo giorno ventitremila.

 Non mettiamo alla prova il Signore, come fecero alcuni di essi, e caddero vittime dei serpenti.

 

Non mormorate, come mormorarono alcuni di essi, e caddero vittime dello sterminatore.  Tutte queste cose però accaddero a loro come esempio, e sono state scritte per ammonimento nostro, di noi per i quali è arrivata la fine dei tempi.

 

 Quindi, chi crede di stare in piedi, guardi di non cadere.

Nessuna tentazione vi ha finora sorpresi se non umana; infatti Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze,

ma con la tentazione vi darà anche la via d’uscita e la forza per sopportarla.

 

 

1Corinzi 10,1-13

Il tesoro della scienza

Mi hai chiesto, carissimo, in che modo ti convenga studiare per acquistare il tesoro della scienza; ed eccoti il mio consiglio.

 

Non pretendere di avventurarti subito in mare aperto, ma cerca di arrivarvi attraverso i ruscelli: perché bisogna passare dal facile al difficile.

Questo è dunque il mio parere, questa la tua norma.

 

Ti esorto a frenare la lingua e a non frequentare il parlatorio oltre misura. Fa’ di mantenere sempre pura la coscienza; sii assiduo alla preghiera; ama il raccoglimento della tua camera, se desideri partecipare al convito della sapienza.

Mostrati amabile con tutti; non ti immischiare nei fatti degli altri; non usare troppa familiarità con nessuno, poiché essa genera disprezzo e distoglie dallo studio.

Non t’intromettere per nulla nei discorsi e nella faccende mondane: soprattutto rifuggi dal bighellonare..

Attieniti agli esempi dei santi e dei buoni.

Conserva nella memoria tutto ciò che ascolti di buono, senza badare alla persona che ti parla.

Cerca di capire ciò che leggi e ciò che senti; metti in chiaro i dubbi; e studia di riporre più cose che puoi nello scrigno della mente, come se cercassi di riempire un vaso.

Non interessarti delle questioni che sono troppo alte per te (Ecc.3,22).

 

Seguendo quest’ indirizzo darai fronde e produrrai frutti utili nella vigna del Signore degli eserciti per tutto il corso della tua vita.

E se farai così, raggiungerai la meta sospirata.

 

 

 

Consigli di san Tommaso a uno studente

Quando Dio visita il Suo popolo, restituisce SPERANZA

Il Vangelo del giorno parla di Gesù che si avvicina ad un corteo funebre: una vedova di Nain ha perso il suo unico figlio.

Il Signore compie il miracolo di riportare alla vita il giovane – afferma il Papa – ma fa di più: è vicino. “Dio – dice la gente – ha visitato il suo popolo”. Quando Dio visita “c’è qualcosa in più, c’è qualcosa di nuovo”, “vuol dire che la sua presenza è specialmente lì”. Gesù è vicino:

 

 

“Era vicino alla gente. Dio vicino che riesce a capire il cuore della gente, il cuore del suo popolo. Poi vede quel corteo, e il Signore si avvicina. Dio visita il suo popolo, in mezzo al suo popolo, e avvicinandosi. Vicinanza. E’ la modalità di Dio. E poi c’è un’espressione che si ripete nella Bibbia, tante volte: ‘Il Signore fu preso da grande compassione’. La stessa compassione che, dice il Vangelo, aveva quando ha visto tanta gente come pecore senza pastore. Quando Dio visita il suo popolo, gli è vicino, gli si avvicina e sente compassione: si commuove”.

 

“Il Signore – ha proseguito Papa Francesco – è profondamente commosso, come lo è stato davanti alla tomba di Lazzaro”. Come è commosso quel Padre “quando ha visto tornare a casa il figlio” prodigo:

 

 

“Vicinanza e compassione: così il Signore visita il suo popolo. E quando noi vogliamo annunziare il Vangelo, portare avanti la Parola di Gesù, questa è la strada.

 

L’altra strada è quella dei maestri, dei predicatori del tempo: i dottori della legge, gli scribi, i farisei … Lontani dal popolo, parlavano … bene: parlavano bene. Insegnavano la legge, bene. Ma lontani.

 

E questa non era una visita del Signore: era un’altra cosa. Il popolo non sentiva questo come una grazia, perché mancava la vicinanza, mancava la compassione e cioè patire con il popolo”.

 

 

 

“E c’è un’altra parola – ha sottolineato il Papa – che è propria di quando il Signore visita il suo popolo: ‘Il morto si mise seduto e incominciò a parlare, ed egli – Gesù – lo restituì a sua madre’”:

 

 

“QUANDO DIO VISITA IL SUO POPOLO, RESTITUISCE AL POPOLO LA SPERANZA. SEMPRE. Si può predicare la Parola di Dio brillantemente: ci sono stati nella storia tanti bravi predicatori. MA SE QUESTI PREDICATORI NON SONO RIUSCITI A SEMINARE SPERANZA, QUELLA PREDICA NON SERVE. E’ VANITÀ”.

 

 

GUARDANDO GESÙ CHE HA RESTITUITO ALLA MAMMA IL FIGLIO VIVO – HA CONCLUSO IL PAPA – “POSSIAMO CAPIRE COSA SIGNIFICA UNA VISITA DI DIO AL SUO POPOLO. E CHIEDERE LA GRAZIA CHE LA NOSTRA TESTIMONIANZA DI CRISTIANI SIA TESTIMONIANZA PORTATRICE DELLA VISITA DI DIO AL SUO POPOLO, CIOÈ DI VICINANZA CHE SEMINA LA SPERANZA”.

 

 

 

Papa Francesco

Omelia 16 settembre 2014

News.va

 

Si ricorda di te l’umida terra di primavera, con tutti i suoi fiori, le strade polverose, i cardi, e il lento crescere della tonda luna, e tutte le gole che cantarono d’estate, le ali in partenza, i nidi, i rami spogli, i venti che soffiarono a ogni tempo e le tempeste di quattro stagioni. Tu non vai piú col tuo passo di gloria sui sentieri dell’alba e della bruma, non vegli al vento, non ascolti il palpito d’invisibili ali alte nell’aria. Qualcosa in piú che giovane e gentile eri tu: l’anno intero ti ricorda.

 

Edna St. Vincent Millay L’amore non è cieco

 

Uomini non ci si improvvisa,

e nella lotta politica italiana ciò che più dolorosamente sorprende è la mancanza dell’uomo.

Non dell’uomo grande, di cui non vogliamo neanche sentir parlare, ma dell’uomo reale, con il suo modesto, insostituibile corredo di qualità morali.

 

 

don Primo Mazzolari

(1890-1959)