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Venerdì Santo

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Basilique Notre Dame, Paray-le-Monial (Saône-et-Loire)

 

Dove l’uomo muore non c’è posto per le cose inutili.

Sono impedimenti. Il Calvario non ha quinte dietro cui combinare i soliti trucchi.

Non ci sono artifici né stupefacenti nella vita del povero.

Le cose hanno il loro vero nome e il loro vero sapore …

Il legno è legno, i chiodi son chiodi; la sete è la sete, la nudità, nudità.

Lo spoglio delle vesti del condannato era un diritto lasciato ai soldati di scorta.

Chi ha rubato tutto, lascia le briciole a chi gli ha dato mano nell’impresa, compromettendolo.

Il povero è un campo non guardato né da siepi né da custodi …

Il primo che passa vi può mietere senza rischio appunto perché non vi ha seminato.

Rischia di più lo spigolatore: rischia di più il derubato, il quale se non si lascia spogliare in pace può venire denunciato.

Ma il povero lascia fare, sul Calvario e dappertutto: lascia fare perché sa che, in fondo, non gli portano via che stracci, stracci cari, ma che non servono per la felicità di nessuno.

Quando l’abbiamo spogliato, è ancor meno nostro.

Un uomo nudo è inafferrabile. Solo l’amore gli può comandare.

Ciò tuttavia, non m’impedisce di soffrire fino alla ribellione quando incontro per via o batte alla mia porta uno de’ molti che la mia concupiscenza di spogliatrice ha reso inafferrabile.

Gli uccelli dell’aria, i gigli del campo sono vestiti meglio di Salomone, mentre vi sono creature umane senza camicia, senza scarpe, senza niente.

Chi veste gli altri è un dispogliato, come è nudo chi veste i gigli del campo e le erbe del prato.

Ma la somiglianza non cancella l’ingiustizia: per questo mi sentirò dire nel giorno della Verità: ‘Io ero ignudo e tu non mi hai vestito’.

 

don Primo Mazzolari

Accanto al povero

Buc

 

Foto di Josh Barrett

Guai a dimenticare che. . .

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La Grazia si serve di tutto per fermare la nostra incostanza.

[..]

Guai se dimentichiamo che la vita ci viene dall’Inchiodato: che il mondo vive per una quantità d’inchiodati! Essi fanno la carità e ce la faranno sempre.

In questo senso vorrei vorrei leggere le parole misteriose di Cristo nei riguardi dei poveri: ‘I poveri li avrete con voi’ (Matteo 26,11).

Essi sono le mani inchiodate di tutti i tempi per la nostra pace temporale.

‘Allora voi fissate la povertà come una dura necessità’.

‘No – vi rispondo – non la povertà creata dal nostro egoismo, la quale non sarà mai abbastanza condannata: ma quella libera e spontanea del nostro amore; la povertà eletta, di colui che ha diritti e non li vanta; la povertà di Cristo che, avendo tutti i diritto dell’Unigenito del Padre, ‘svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce’. (Lettera ai Filippesi 2,7-8).

Inchiodati per amore, poveri per amore, arrivati alla povertà liberi di spirito, oppure che hanno accettato la povertà loro data dalla vita ‘in ispirito’ cioè per amore.

Non c’è beatitudine vera secondo l’evangelo se essa non è atto di libera, amorevole elezione ‘in ispirito’.

Gli inchiodarono mani e piedi.

Credevano, inchiodandogli mani e piedi, di aver reso impotente l’Onnipotente!

Gli uomini hanno spesso simili illusioni. Credono di poter fermare Dio, spegnere lo Spirito, fermare la verità. Non possiamo nulla contro la verità; non possiamo nulla contro lo Spirito; non possiamo nulla contro Dio..

Le nostre ribellioni si perdono nel vuoto, anzi, servono alla gloria di Dio.

‘Sono passato davanti alla casa dell’empio: era un festino: sono passato poco dopo e non c’era più nulla’.

La fiumana del Vangelo per ogni costruzione di sabbia.

Dio solo è la roccia.

Per essere equanimi, conviene riconoscere che i giudei furono discreti nella loro spietatezza.

Non hanno inchiodato né la testa né il cuore del loro Re.

Gesù ha le mani e i piedi crocifissi, ma libero il cuore, libera la testa.

Costa l’amare, ma si può amare: costa il pensiero libero, ma è ancora possibile in uno sforzo supremo.

Il cuore glielo lacereranno più tardi: la testa gliel’hanno già coronata di spine; ma quello che di più suo e di più sacro ha l’uomo, la personalità, che è fatta di pensiero e di sentimento, nessuno ha osato toccargliela.

Penso ai tanti cuori inchiodati, a tante teste inchiodate .. ..

 

don Primo Mazzolari

Accanto al povero

Buc

Siloe Film Festival

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leavemeaphoto:

Passoparola volentieri e rilancio ….
Grazie!

Originally posted on Segnalibri:

Layout 1 È da poco on line il sito internet del primo Siloe Film Festival, il concorso destinato a filmati sulla custodia del Creato che i monaci dell’omonima abbazia in terra maremmana hanno ideato per la prossima estate.

E’ un’iniziativa che mi incuriosisce molto e che seguirò con piacere, inserendomi nel silenzio e nella selvatica magia di quei luoghi, ideali per incontrarsi e aprire gli occhi. Nel sito del Festival si può trovare il regolamento e la scheda di partecipazione. Se qualcuno si diletta di video, o vuole passare parola… :-)

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La Vita impegna: la Pasqua impegna

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Non c’è gloria nel vincere gli uomini.

La vera grandezza incomincia dove incomincia la lotta contro il male degli uomini.

Passa il povero …

Fratello, tu hai chiuso il tuo cenacolo per paura di lui, ma hai chiuso fuori la pace.

Gli proibisci di starti vicino, ma non sei contento.

Gli hai rubato tutto e non ti sei arricchito.

Conti ciò che gli hai tolto, ma non sai più contare ciò che ti manca perché ti manca tutto.

Il cumulo di cenci che gli hai strappato è la sindone per quando morrai.

 

L’hai tolto dalla tua vita, ma non puoi negare che se c’è ancora un filo di speranza nella tua giornata, si riallaccia a lui. Tu non puoi credere alla sua Pasqua perché non hai creduto alla sua Croce.

 

T’ho visto in chiesa la sera del venerdì santo: sei venuto anche in processione perché avevi bisogno di accertarti della sua morte. Hai respirato quella morte, come ogni giorno respiri altre morti.

Potrai dimenticarti del suo sepolcro, ma non potrai dimenticare che c’è un crocifisso dietro ogni tuo attimo di gioia. Non potrai, come hai suggellato il sepolcro, sigillare la vita, impedire la Pasqua.

 

Ti fai chiamare uomo di progresso e d’avanguardia perché vuoi la macchina, l’utile, lo star bene .. e non vuoi la Pasqua.

Nella tua devozione disumana ti sei fermato al venerdì santo: hai perfino detto che ‘è necessario che qualcuno muoia perché altri vivano’.

Per questo poni guardie e suggelli al sepolcro.

Non impegna: la morte non impegna.

La vita impegna: la Pasqua impegna.

Solo la Pasqua ha veramente bisogno di fede; la Pasqua del Cristo, come la Pasqua del povero.

 

don Primo Mazzolari

Accanto al povero

Buc

Dov’è il mio cuore? A quale di queste persone io assomiglio?

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everlastingjesus-wdd“A quale di queste persone io rassomiglio?”.

La domanda di Papa Francesco è come un pugno alla stomaco della fede.

 

Chi sono io? Chi sono io, davanti al mio Signore? Chi sono io, davanti a Gesù che entra di festa in Gerusalemme? Sono capace di esprimere la mia gioia, di lodarlo? O prendo distanza?

Chi sono io, davanti a Gesù che soffre?”.

 

“Abbiamo sentito tanti nomi”, dice, riferendosi ai personaggi che popolano le ultime ore della vita di Gesù. Come quel “gruppo di dirigenti” – sacerdoti, farisei, maestri della legge – “che avevano deciso di ucciderlo”.

O come Giuda che lo vende per 30 monete. “Sono io come Giuda?”, si interroga e interroga il Papa. O sono come i discepoli?

 

“I discepoli che non capivano niente, che si addormentavano mentre il Signore soffriva. La mia vita è addormentata? O sono come i discepoli, che non capivano cosa fosse tradire Gesù? Come quell’altro discepolo che voleva risolvere tutto con la spada: sono io come loro?

Sono io come Giuda, che fa finta di amare e bacia il Maestro per consegnarlo, per tradirlo? Sono io, traditore?

Sono io come quei dirigenti che di fretta fanno il tribunale e cercano falsi testimoni: sono io come loro?”

 

Papa Francesco è un martello che non finisce di colpire.

Perché dal Sinedrio al palazzo del governatore romano il tragitto della coscienza è breve.

 

“Sono io come Pilato – si chiede e chiede il Papa – che quando vedo che la situazione è difficile, mi lavo le mani e non so assumere la mia responsabilità e lascio condannare – o condanno io – le persone?”.

 

O sono, insiste, come quelli del popolo che si fanno beffe di Gesù?

 

“Sono io come quella folla che non sapeva bene se era in una riunione religiosa, in un giudizio o in un circo, e sceglie Barabba?

Per loro è lo stesso: era più divertente, per umiliare Gesù.

Sono io come i soldati che colpiscono il Signore, sputano addosso a Lui, lo insultano, si divertono con l’umiliazione del Signore?”.

 

 

Ma tra la folla non abita solo l’oltraggio crudele a un innocente. Ci sono luci abbaglianti, che macchiano di amore l’isteria di una massa cui non interessa la giustizia ma vedere scorrere il sangue.

E Papa Francesco guarda questi visi di luce e li indica al cuore di chiunque si dica cristiano:

 

“Sono io come il Cireneo che tornava dal lavoro, affaticato, ma ha avuto la buona volontà di aiutare il Signore a portare la croce? (…) Sono io come quelle donne coraggiose, e come la mamma di Gesù, che erano lì, soffrivano in silenzio? Sono io come Giuseppe, il discepolo nascosto, che porta il corpo di Gesù con amore, per dargli sepoltura? Sono io come queste due Marie che rimangono alla porta del Sepolcro, piangendo, pregando?”.

Inizia la Settimana Santa e non servono troppe considerazioni, conclude l’omelia Papa Francesco. Basta una domanda: “Dove è il mio cuore? A quale di queste persone io mi assomiglio?

Che questa domanda ci accompagni durante tutta la settimana”.

 

Papa Francesco

Da L’Angelus del 13.04.2014

News.va

 

 

Santa Settimana Santa!

3 commenti

everlastingjesus-wddmichelafabbrocino-venerdisanto

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‘Esiste solo ciò che fai e ciò che non fai’.

 

Khaled Hosseini

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L’anima mia scorre verso di Te come la luce,

l’anima mia che si deforma

e diventa preghiera,

l’anima mia che è foresta di canto,

l’anima, sempre l’anima,

che è la tua mano che mi accarezza.

Ma perché, Dio,

la pietra della mia lingua

è diventata saggia,

è diventata un fiore?

Tu non sai che cosa sono

le tue mani sopra il mio corpo

e la tua volontà divina.

Io sono soltanto una terra adolescente,

una terra che diventa un fiore

e un fiore che diventa terra.

Perché vergine se io sono madre di tutti?

Perché madre se sono una vergine senza confini?

Perché il dubbio atroce della fede?

Perché questa grande crocifissione amorosa?

 

 

Alda Merini

Magnificat

Frassinelli

 

Spot a prescindere

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Lealtà

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Il mondo è pieno di lacrime, non colte, ignote,

non viste neppure da chi le fece piangere,

che non entrò in quelle regioni dove soltanto

noi siamo tutto ciò che siamo – poiché la Storia

è fatta di capitoli non scritti, dove qualcuno

legge episodi omessi che solo a occhi

d’angeli fu dato di spiare, di piangere l’evento

che in un mutismo estremo gridava verso il cielo.

E la pietà, quella di cuori che sanno

cos’è essere davvero amati, che cosa è amare,

può sulla roccia più dura cederne il calore

e con tutte le sue forze non può muovere niente …

Non è leale, questo gioco, questo selvaggio gioco

che chiama Paradiso e Inferno con lo stesso nome.

 

 

p. David Jones

 

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